Gli snodi
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GLI SNODI

Abbiamo visto che la quasi totalità dei calamenti dispone di snodi.
Per snodo intendiamo quel qualcosa in grado di scaricare le torsioni del finale ad esso collegato, in modo che vengano eliminate le possibilità di attorcigliamento del filo.
Alle origine del Surf Casting, i braccioli venivano derivati direttamente dalla lenza madre, creando su questa delle asole che, tagliate, davano luogo al terminale. In tal caso il finale era, ovviamente, costituito da nylon dello stesso tipo e diametro della lenza madre.
Volendo utilizzare per il terminale un nylon diverso, si formavano delle asole sulla lenza madre ed a queste, col sistema asola su asola o con una bocca di lupo, si collegava il finale.
Nel bel mezzo della schiuma ed in balia della corrente, calamenti di questi tipi erano soggetti ai grovigli.
Occorreva un qualcosa che li lasciasse liberi di girare, di muoversi a piacimento.
Il primo snodo utilizzato fu la girella a tre vie che però, per le sue caratteristiche costruttive e per le dimensioni sovradimensionate alle reali esigenze, non era in grado di scaricare le torsioni, se non quelle di terminali di grosso diametro armati con grossi ami ed inneschi quali grosse trance o sardine intere.
Con lo svilupparsi dell’agonismo e con la conseguente esasperazione tecnica, si sentì l’esigenza di un qualcosa di diverso da cui dare attacco ai braccioli.


Lo snodo ottimale deve disporre di doppio asse di rotazione:
uno intorno all’asse del trave ed uno su se stesso.

Le case costruttrici, prima quelle d’oltremanica e poi quelle nazionali, iniziarono a produrre e commercializzare vari tipi di snodi, sia metallici, sia plastici, sia in materiali misti.
Tra quelli plastici ricordiamo le tecnosfere, le pallottole e le sfere a doppio foro che sfruttano tutte lo stesso principio: un foro passante attraverso il quale lo snodo viene inserito sul trave ed un altro foro passante, perpendicolare al primo, al quale si collega il terminale.
Tra quelli misti abbiamo le Swiwel Bead, i fat Connector e le cosiddette “scimmiette” e simili.

I più diffusi e tutt’ora più utilizzati sono quelli metallici, tutti derivati dalla girella.

Il Magic Link

La Swiwel Bead

 

L’UK Speed

Il Fast Link

 

Tutti questi piccoli accessori, più o meno simili ed eventualmente dotati di aggancio rapido per una più celere sostituzione del finale, dovranno sempre essere scelti di dimensioni contenute perché più piccoli saranno e maggiormente consentiranno di scaricare le torsioni.
Per avere una prova di quanto appena detto, basterà legare uno spezzone di nylon dello 0,20 ad una girella del n. 8 e far ruotare il nylon, dal capo opposto alla girella, tra pollice ed indice. Ci renderemo facilmente conto che la girella, sovradimensionata allo spessore del nylon, non ce la farà a scaricare la torsione ed il nylon si attorciglierà su sé stesso..
Il sistema più semplice e pratico per realizzare uno snodo, consiste nell’inserire l’accessorio preferito (Fast Link, UK Speed, Swiwel Bead, Magic Link, girella semplice od altri) sul filo del trave o dello shock leader, bloccando tra due stopper in gomma o tra due nodini scorrevoli realizzabili con nodi Uni con un nylon dello 0,25/0,30.

Uno snodo realizzato con un Fast Link inserito tra due perline e bloccato tra due nodini scorrevoli inguainati con segmenti di tubicino di silicone



Con le perline doppi foro si realizzano quei terminali particolarmente leggeri ed utilizzati principalmente dagli agonisti.
Abbiamo già detto che uno dei due fori pasanti servirà per inserire la perlina sul filo.
Nell’altro foro passante inseriremo invece il nylon che costituirà il bracciolo.
Questo bracciolo dovrà però essere dotato di un fermo che gli impedisca di fuoriuscire dalla perlina.


Per questo ci serviremo di un’altra perlina di dimensioni micro

 

Un “campionario” di attacchi per la realizzazione di snodi.

 

Un altro accessorio per costruire un minisnodo da impiegarsi per la costruzione di lenze particolarmente leggere e fini, potremo realizzarlo da soli nel modo sotto illustrato e presentato qualche anno fa da Mimmo Marfè.



Questo snodo è realizzabile con uno spezzoncino di filo di nylon di sezione da 1,2/1,5 mm.
Il foro per il passaggio del trave è ottenibile forando l'estremità (meglio se appiattita con un paio di pinze) con un ago arroventato.
Con lo stesso ago arroventato si potrà realizzare il foro di alloggiamento del terminale.
Il taglio, obliquo a 35°, si realizzerà con un taglierino molto affilato.
Una volta inserito il terminale nel taglio, lo si bloccherà sormontando il taglio stesso con uno spezzoncino di tubicino di silicone di sezione appropriata che verrà bloccato in posizione tra il trave ed il ringrosso ottenuto per bruciatura.Sempre per montature particolarmente leggere (peschetta in gara o ricerca di pesci a galla), potremo costruire uno snodo realizzando una brillatura molto compatta ed inserendo il trave nell’asolina della brillatura.
Il bracciolo sarà poi fermato tra due semplici nodini realizzati sul trave.