Il Genovese (I multiamo)
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Scritto da Maurizio Big Mau
Venerdì 05 Marzo 2010 18:08
“Il Genovese”

Non si tratta di uno dei classici terminali del vero Surf Casting, ma un calamento che trova la sua applicazione nella pesca delle mormore a mare calmo o poco mosso.
Derivato dalla pesca “a lancetto” dalla scogliera, è un terminale a doppio amo, di cui uno scorrevole e l’altro fisso.


In pratica si realizza da un trave lungo circa 150 cm ed avente carico di rottura uguale allo shock leader in uso.
Alla sua estremità superiore, il trave recherà l’attacco allo S.L.
Circa 60 cm più in basso, inseriremo uno snodo per l’attacco di un bracciolo di 40/60 cm.
Sotto allo snodo inseriremo un piombo scorrevole, un tubicino salvando e legheremo quindi una girella che fungerà da battuta al piombo e darà attacco al bracciolo scorrevole col secondo amo.
Se lo snodo sarà realizzato con nodini scorrevoli o stopper, ne potremo variare il posizionamento sul trave, adeguandolo alle esigenze del momento ed alla lunghezza dei terminali in uso, in modo che gli ami non possano venire in contatto tra loro.
Il Genovese ha la prerogativa di unire le caratteristiche di un terminale scorrevole a quelle di un calamento a due ami con piombo terminale.
Si presta benissimo, specie se utilizzato con piombi tipo Rocco Rush, alla trainetta -la cosiddetta pesca a “recuperello”- in cui le mormore sono attratte dalle nuvolette di sabbia sollevate dal piombo che ara il fondo.
Ovviamente, trattandosi di un calamento per la pesca delle mormore a mare calmo, recherà terminali di nylon dallo 0,16 allo 0,22 ed ami proporzionati agli inneschi che saranno principalmente costituiti dall’arenicola.
La pesca, eseguita in quasi continuo movimento, ci consentirà di individuare la distanza di pascolo delle mormore.
Infatti, una volta lanciato lungo, inizieremo l’azione eseguendo un richiamo della lenza con un paio di giri di mulinello a cui faremo seguire una breve sosta e poi un nuovo breve recupero, fin quando non avvertiremo la tocca del pesce.
A questo punto ci fermeremo, pronti a cogliere la mangiata più decisa per recuperare la preda allamata.
Contando i giri di manovella dall’inizio del recupero e quelli dall’abboccata, potremo calcolare con una certa approssimazione la distanza del pascolo, però non basandoci su una sola prima cattura.
Trattandosi di una pesca veloce, in cui spesso le mormore aggrediranno l’esca mentre è in movimento, è raccomandabili utilizzare ami tipo Beack, che facilitano l’ingoio dell’esca, però leggeri.
Ottimi sono i Bad Bass 314 ed i Tanago della Jaguar, pressoché identici ed entrambi dotati di micro anellino che, unitamente ad un nodo Palomar, faciliterà notevolmente lo scorrimento dell’arenicola.