Il trave universale
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Il Trave Universale


I calamenti a piombo terminale prevedono che i finali recanti gli ami siano derivati dalla lenza madre.
Pertanto potremmo anche porre gli attacchi dei braccioli direttamente sullo shock leader, ma per avere un sistema più pratico che non ci obblighi a rifare le montature ogni volta, potremo predisporre dei tratti di nylon, tassativamente avente lo stesso carico di rottura dello shock leader, già attrezzati con gli attacchi per i braccioli, per il piombo e per lo shock leader.
Questi spezzoni sono i cosiddetti “travi”.
Potremo crearne per il long arm, per lo short, per lo short rovesciato, per il doppio short, per il pater noster, ecc., realizzandoli con nylon di diverso diametro (ma sempre con lo stesso carico di rottura dello shock leader), con gli attacchi per i braccioli posti a differenti altezze in modo da montarci il finale adatto ed in numero di almeno uno per ciascuna canna utilizzata più quelli di scorta.
In tal modo avremo sempre quello adatto alla situazione del momento.
Supponendo di utilizzare due canne, dovremo confezionare almeno due travi per tipo più uno di scorta.
Ma di ogni tipo dovremo costruire le sue varianti con gli attacchi a diverse distanze, col risultato che saremo poi costretti a portarci dietro una busta di almeno una trentina di rotolini con su avvolti i rispettivi travi.
Per ridurre il quantitativo di travi e rotolini, potremo ricorrere al “trave universale”, in grado di accogliere qualsiasi calamento.
Questo trave si comporrà di uno spezzone di circa 1,5 o più metri di filo, con carico di rottura uguale allo shock leader utilizzato, sul quale inseriremo gli snodi, del tipo da noi preferito, per gli attacchi dei braccioli.
Dovremo però usare l’accortezza di non fissare in modo inamovibile gli snodi, ma di bloccarli tra due nodini scorrevoli o stopper in gomma.
Questo accorgimento ci consentirà, di volta in volta, di regolare l’altezza degli attacchi in modo di adeguarla alla circostanza ed alla lunghezza dei terminali.

Un trave realizzato con snodi ad attacco rapido, perline e nodini di
fermo scorrevoli ed inguainati.


Il trave sarà completato fissando ad una estremità l’attacco per il piombo (sempre con girella) ed all’altra quello allo shock leader, che potrà essere un connector od una semplice ma robusta girella rolling.
Montando il trave universale, se
vorremo pescare con uno short basso o con un long arm, basterà collegare il bracciolo all’attacco più vicino al piombo.
Se preferiremo uno short rovesciato, attaccheremo il finale, di qualsiasi lunghezza sia, all'attacco superiore, che verrà regolato in altezza facendolo scorrere, insieme ai suoi fermi, lungo il trave.
Faremo altrettanto pescando con un pater noster od un doppio short, fissando i due braccioli ad entrambi gli attacchi che, sempre facendoli scorrere sul trave, posizioneremo alle altezze volute.
Con questo sistema, anche pescando con tre canne, non dovremo portarci dietro più di 4 travi.
Nella realizzazione dei nostri travi, dovremo affidarci a componenti della massima qualità: è inutile spendere centinaia di euro per canne, mulinelli ed esche e poi voler stupidamente risparmiare 1 o 2 euro su una bustina di girelle o di moschettoni.


Tutti questi piccoli accessori dovranno essere di massima affidabilità e di dimensioni mai esagerate; anzi dovranno essere il più piccoli possibile, sia per offrire minore resistenza al volo durante la fase di lancio, sia perché una girella, tanto più è piccola e tanto più gira facilmente.
E’ anche consigliabile cercare di eliminare qualsiasi appiglio che il terminale con l’amo potrebbe trovare in balia delle onde e della corrente.
Perciò tutti i nodi, sia quelli d’attacco delle girelle, dei moschettoni e degli agganci rapidi, sia quelli di fermo per le perline degli snodi, se preferiti agli stopper in gomma, dovranno essere inguainati.
Per girelle e moschettoni potremo usare sia i conetti in gomma, sia la guaina termorestringente (foto sopra), per la quale, come fonte di calore, non dovrà mai essere utilizzata la fiamma ma sempre l’aciugacapelli e neanche troppo da vicino, la “cottura” del nylon.

La pulizia di uno snodo realizzato con attacco rapido “fast
link”, perline e nodini scorrevoli inguainati con segmenti di
tubicino di silicone

I nodini di fermo potranno essere incamiciati con segmenti di tubicino di silicone trasparente (foto a sinistra).
Potremmo anche fare a meno dei fermi per le perline degli snodi. Il sistema è quello di utilizzare perline calibrate e con i fori perfetti dentro le quali possa scorrere, ma solo a forza, il nylon del trave.
Per questo scopo vanno bene le perline Elite della Stonfo, tenendo presente che in quelle della misura 3, on un po’ di pazienza e manualità, si riesce ad introdurre e far scorrere forzatamente il nylon dello 0,60.
Per far entrare il nylon di tale diametro nella perlina, dovremo rastremarne l’estremità, servendoci di una lametta o di un taglierino affilato.
Una volta che il filo così assottigliato avrà attraversato il foro della perlina, servendoci di un paio di pinzette lo tireremo facendolo scorrere fin tanto che la perlina sarà all’altezza voluta.