I calamenti: travi e terminali (Premessa)
Stampa
Scritto da Maurizio Big Mau
Venerdì 05 Marzo 2010 12:27

 

I pesci sono abituati a cibarsi di crostacei, molluschi, vermi ed anche di loro simili.
Tutti questi organismi vivono liberi nell’ambiente marino e perciò sono soggetti alle fluttuazioni causate dalle correnti, dal moto ondoso e dal loro stesso movimento.
Perciò qualsiasi esca dovrà essere presentata nel modo più naturale possibile per non insospettire le prede.
Proviamo ad immaginare quanta poca naturalezza presenterebbe un’esile arenicola innescata su un pesante amo d’acciaio, legato ad un nylon dello 0,40.
Se potessimo pescare senza amo e filo il problema sarebbe risolto, ma non essendo possibile dovremo trovare degli accorgimenti tali da far sembrare il più naturali possibile le esche, in modo che possano adempiere al loro compito attrattivo senza destare sospetti.
Verrebbe ovvio individuare la soluzione in un terminale lungo e sottile; ottima soluzione ma non sempre applicabile.
A condizioni marine diverse, a prede ed esche diverse, dovranno corrispondere soluzioni altrettanto diverse, ben calibrate e proporzionate alle esigenze del momento.
Da quando l’uomo poco più che primitivo capì che per catturare i pesci occorrevano un filo a cui annodare una scheggia d’osso su cui porre un esca, in modo che un pesce che si cibasse del boccone ingannatore rimanesse con la scheggia infinzalta in gola e quindi attaccato al filo, il più era stato fatto.
La lenza esiste praticamente da sempre, come pure l’amo, il piombo e la canna; soltanto il mulinello arrivò un po’ più tardi.
Pertanto nella pesca, non c’è più niente da inventare, semmai si può rivedere e correggere.
Tutte le attrezzature dei giorni nostri, sono solo dei derivati di quanto sempre esistito e ne rappresentano la moderna evoluzione.
Quanto appena detto vale anche per tutte le parature o calamenti o terminali impiegabili nella pesca dalla spiaggia.
I vari finali, più o meno lunghi, scorrevoli o fissi, eventualmente a più ami montati a bandiera, ci sono sempre stati e venivano impiegati senza sapere che qualcuno avrebbe dato loro un nome.
Col passare degli anni, le esperienze, l’ingegno umano, le moderne tecnologie ed i materiali innovativi hanno modificato questi calamenti, andandoli ad adattare alle molteplici situazioni ed affinandoli per vincere la sempre crescente circospezione dei pesci.
Andiamo a vedere uno per uno i terminali utilizzabili nella pesca dalla spiaggia, analizzandone le caratteristiche e stabilendone l’uso, suddividendoli in due categorie: i monoamo ed i multiamo.

Maurizio