Una classificazione dei venti
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Una classificazione dei venti

Classificazione dei Venti

Venti

Masse d’aria che si spostano in senso orizzontale da una zona a pressione maggiore verso una zona a pressione minore. Tanto più è alta la pressione, tanto più pesante è l’aria: in un’area di alta pressione (anticiclonica), le masse d’aria che si trovano al centro, più dense e pesanti, tendono a dirigersi verso la periferia; mentre in un’area di bassa pressione (ciclonica) l’aria al centro è più leggera e viene sollevata da quella più pesante delle aree vicine. Poiché le aree cicloniche si trovano vicine a quelle anticicloniche, al suolo si avrà uno spostamento di aria dall’area anticiclonica verso l’area ciclonica. La forza che origina il vento è chiamata forza di gradiente ed è direttamente proporzionale al valore del gradiente barico (differenza di pressione tra due punti). La velocità del vento viene misurata con l’anemometro in km/h e viene descritta dalla scala di Beaufort (dal nome dell’ammiraglio inglese F. Beaufort, 1774-1857, che la propose).
• La forza di Coriolis.
I venti sono influenzati dalla rotazione terrestre e dall’attrito che la base della massa d’aria incontra con il suolo. L’influenza della rotazione terrestre si estrinseca mediante la forza di Coriolis. Questa nell’emisfe-
ro settentrionale fa sì che i venti vengano deviati verso destra rispetto alla loro direzione iniziale e verso
sinistra nell’emisfero australe. Quindi nell’emisfero boreale i venti escono dalle aree cicloniche ruotando in senso orario e convergono verso il centro delle aree cicloniche ruotando in senso antiorario.
L’attrito che la massa d’aria incontra con il suolo tende a rallentare l’effetto della forza di Coriolis.
In base alla durata con la quale agiscono su di una determinata zona, si distinguono venti costanti, periodici, variabili e irregolari.

I venti costanti sono quelli che soffiano tutto l'anno sempre nella stessa direzione e nello stesso senso. Tra questi vi sono gli alisei, i venti extratropicali e i venti occidentali. Gli alisei si generano nelle zone anticicloniche tropicali e convergono verso quelle equatoriali. I venti extratropicali spirano nelle fasce equatoriali dove, per effetto del riscaldamento, si formano masse ascendenti di aria calda e umida. I venti occidentali spirano tra i 35° e i 60° e da nord-est a sud-ovest nell'emisfero boreale e da sud-est a nord-ovest in quello australe. Schema semplificato della formazione del vento Si dicono venti periodici quelli che invertono periodicamente il loro senso. Il periodo può essere stagionale come nel caso dei monsoni o degli etesi o anche semplicemente diurno come nel caso delle brezze. I monsoni sono caratteristici dell'Oceano Indiano e dei mari della Cina. Nel semestre estivo, tra aprile ed ottobre, spirano dall'Oceano verso terra mentre durante quello invernale tra Novembre ed Aprile soffiano dal continente verso il mare. Gli etesi soffiano durante l'estate dal Mar Egeo verso l'Egitto e sul percorso inverso durante l'inverno. Tra le brezze si riconoscono tre tipologie: brezze di mare e di terra, di lago e di riva e brezze di monte e di valle. Nelle prime due il vento soffia dalla superficie d'acqua verso terra durante il giorno e sul percorso inverso durante la notte. Le brezze di monte e di valle soffiano invece dalla valle alla montagna durante il giorno e dalla montagna alla valle durante la notte. I venti locali, tipici delle zone temperate dove soffiano irregolarmente quando si vengono a creare zone cicloniche e anticicloniche sono moltissimi e spesso legati alla nomenclatura locale, a seconda delle zone in cui si generano. Nell'area interessata dal mar Mediterraneo si usa classificare i venti a seconda della direzione da cui provengono sulla base schematica dettata dalla Rosa dei venti, riprendendo l'antica nomenclatura derivante dall'antica Grecia, che presumeva l'osservatore posto al centro del mar Ionio, a nord-ovest delle isole egee, in direzione della Sicilia. Ed è per questo che lo scirocco, il grecale ed il libeccio si chiamano così perché stando in quel punto la Siria è posta a sud-est, la Grecia a nord-est e la Libia a sud-ovest.

I venti si classificano in costanti, periodici, locali e ciclonici.

Un'altra importante classificazione dei venti provenienti dal largo (foranei), relativa alle condizioni locali di ciascun luogo al quale ci si voglia riferire (singole città o regioni, o macro-aree ancora più estese), è la seguente:

  • " venti regnanti":    presentano un'alta frequenza di apparizione (almeno il 50%).
  • " venti dominanti": sono caratterizzati da alte velocità (almeno 20 m/s).
  • " venti prevalenti":  presentano contemporaneamente le due caratteristiche di alta frequenza e velocità.

 

 

 

SCALA BEAUFORT
(velocità del vento a una altezza standard di 10 m su un terreno piatto)

grado velocità tipo di vento caratteri indicativi
(km/h)

  • 0 0-1 calma il fumo ascende verticalmente; il mare è uno “specchio”
  • 1 2-5 bava di vento il vento devia il fumo; increspature dell’acqua
  • 2 6-11 brezza leggera le foglie si muovono, una girandola ordinaria è messa in moto; onde piccole, ma evidenti
  • 3 12-19 brezza foglie e rametti costantemente agitati, il vento dispiega le piccole bandiere; piccole onde, creste che cominciano a infrangersi
  • 4 20-28 brezza vivace il vento solleva polvere, foglie secche, foglietti di carta,i rami sono agitati; piccole onde che divengono più lunghe
  • 5 29-38 brezza tesa gli arbusti con foglie cominciano a oscillare; nelle acque interne si formano piccole onde con creste; onde moderate, allungate
  • 6 39-49 vento fresco grandi rami agitati, i fili telegrafici fanno udire un sibilo; si formano marosi, con creste di schiuma bianca, generalmente con spruzzi
  • 7 50-61 vento forte alberi interi agitati, difficoltà a camminare contro vento; il mare è grosso, la schiuma comincia a essere sfilacciata in scie
  • 8 62-74 burrasca rami spezzati, il camminare contro vento è impossibile;moderate marosi di altezza media e più allungati, dalle loro creste si distaccano turbini di spruzzi
  • 9 75-88 burrasca camini e tegole asportati; grosse ondate, spesse scie forte di schiuma e di spruzzi sollevate dal vento possono ridurre la visibilità
  • 10 89-102 tempesta rara in terraferma; alberi sradicati, gravi danni alle abitazioni; enormi ondate con lunghe creste a pennacchio
  • 11 103-117 fortunale si verifica raramente; gravissime devastazioni; onde enormi e alte che talvolta possono nascondere navi di medio tonnellaggio; visibilità ridotta
  • 12 oltre 118 uragano in terraferma, distruzione di edifici, manufatti ecc.; in mare l’aria piena di schiuma e di spruzzi porta a visibilità assai ridotta