Surfcasting: breve introduzione
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In questa breve introduzione è mia intenzione, prima di addentrarci nel vivo della rubrica parlare dell’attrezzatura necessaria per intraprendere questa disciplina, chiarire il concetto di Surfcasting, che letteralmente significa pesca sulle onde, in particolare per differenziarlo dagli altri tipi di pesca e soprattutto per mettere in evidenza i suoi caratteri peculiari.

Testo e foto di DARIO FUGALI

 

Come abbiamo precedentemente detto, il vero surf presuppone una condizione di mare ondoso, particolarmente favorevole in quanto la turbolenza causata dalle onde solleva dal fondo una gran quantità di cibo attirando verso riva le varie specie ittiche. Tuttavia i nostri sono dei mari sicuramente diversi dai grandi oceani, dove la profondità e la pressione favoriscono un pressoché perenne moto ondoso, quindi è imprescindibile sfruttare il vento per poter trovare delle condizioni favorevoli per poter praticare questo particolare tipo di pesca. In ogni caso non è detto che per andare a pescare sia necessario aspettare la mareggiata, altrimenti sarebbero sicuramente pochissime le volte in cui poter andare a mare, quindi ci accontenteremo di qualsiasi condizione meteo-marina, ma in questo caso, in condizioni di mare calmo, mi sembra improprio parlare di surfcasting, in quanto siamo in una via di mezzo tra il surf e il beach-ledgering.

 

La caratteristica principale di questo tipo di pesca è quella di lasciare le canne ferme, a volte anche delle ore, ecco perché comunemente viene definita, soprattutto dai pescatori più anziani, pesca di posta. Tuttavia il surfcasting è qualcosa di diverso dalla semplice pesca da posta, in quanto presenta e soprattutto necessita di una tecnica specifica e particolare, che si evolve e si aggiorna giorno dopo giorno e che lo rende sicuramente molto affascinante e anche particolarmente costoso. A titolo esemplificativo diciamo solo che per una coppia di canne con rispettivi mulinelli ci vogliono all’incirca 500 euro, per non parlare delle minuterie come girelle, fili, piombi, e soprattutto dell’esca, il cui prezzo aumenta sempre, considerando che per una singola battuta si spendono dalle 20 alle 40 euro per poter innescare i nostri terminali. Inoltre niente ci garantisce la cattura di qualche pesce dopo aver speso tutti questi soldi, in quanto una delle caratteristiche del surf sono i frequenti cappotti, vale a dire le battute a vuoto, senza prendere nemmeno un pesce di rilievo.

Infatti non ci accontenteremo dei classici pescetti, ma andremo a puntare le specie più prestigiose come orate, saraghi , spigole, sono queste le prede caratteristiche di quella che potremmo definire come una caccia, una continua sfida contro il mare, che la maggiore delle volte ci vedrà uscire sconfitti, ma che può regalarci delle emozioni e delle soddisfazioni uniche allorquando tireremo fuori dall’acqua una preda. Tutto questo non lo dico per scoraggiare chi per la prima volta si avvicina a questo particolare tipo di pesca, ma solo per evidenziare come il surfcasting è qualcosa in più della semplice pesca a fondo, in quanto necessita di una passione sicuramente fuori dal comune, ma che una volta che ti prende entra a far parte di te e non ti lascia più.