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La scelta del settore

Sezione dedicata agli aspetti propri della disciplina, quali lo studio delle spiagge, le correnti, la meteorologia

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La scelta del settore

Messaggioda crazyangler » 25/04/2008, 23:36

L'errore più grave e frequente è e continua ad essere l'affrettata scelta del settore.
Chi, come il sottoscritto, non ha sempre messo in secondo piano l'osservazione e quindi la scelta del settore, soprattutto nei primi anni della disciplina ?
La capacità d'interpretazione della spiaggia,ancor prima dell'esperienza è la dote più importante di ogni Surfcaster.
Quando osserviamo il mare,inconsciamente siamo attenti con tutti i nostri sensi.
Guardiamo,ascoltiamo... e valutiamo.
L'udito è a mio avviso il senso che più è sensibile alle variazioni della mareggiata.
Memorizza con grande precisione la frequenza del frangente, che come un metronomo ci avverte ogni sua variazione.
Questo aspetto è importante per capire e precedere l'evoluzione della mareggiata.
Un altro importante particolare che ci fornisce utili indicazioni è la direzione del vento.
Esso solo in casi rarissimi sarà perfettamente perpendicolare alla battigia.
Di conseguenza anche la corrente avrà una direzione obliqua.
In base a queste indicazioni possiamo tracciare le prime ipotesi per la scelta del settore.
Prendiamo un esempio tipico della mia terra, una spiaggia esposta a sud-ovest e battuta da un vento proveniente da nord-ovest.
L'estremità destra(guardando il mare) sarà chiaramente investita da un vento quasi parallelo al suo profilo,e parzialmente smorzato dal promontorio laterale.
In quella sinistra invece,per la concavità della battigia il vento sarà quasi frontale.
Tradotto in parole semplici avremo due azioni differenti nella stessa spiaggia.
Personalmente ritengo che questa situazione non sia di facile interpretazione.
Il grande e maturo surfcaster però...otterrà di sicuro grandi soddisfazioni da questo "bivio",soprattuto se la situazione è in fase evolutiva.
Ora abbiamo tutte le carte per poter scegliere il settore più congeniale.
In rapporto alla profondità della spiaggia ci sposteremo più o meno a sinistra(mare con piu' forza) o a destra,meno esposta.
Cercheremo un giusto equilibrio di intensità, senza che il frangente ci risulti fuori tiro.
Nella pesca l'arma vincente è la ricerca.
Fatta con logica, e considerando tutti i fattori a disposizione,e non servendosi solo del ricordo di buoni risultati ottenuti in precedenza.
Per esempio, se il moto ondoso tende ad aumentare sarebbe controproducente insistere sullo stesso settore.
In pochi minuti i frangenti cresceranno,allontanandosi sempre più,fino a diventare irragiungibili.
Ecco quindi un concetto fondamentale del Surfcasting : La mobilità
Ultima modifica di crazyangler il 02/09/2008, 19:57, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda cristiano » 26/04/2008, 0:08

secondo me è un errore tattico , troppa laterale e poco pesce
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Re: La scelta del settore

Messaggioda BigMau » 26/04/2008, 0:39

crazyangler ha scritto:Chi, come il sottoscritto, non ha sempre messo in secondo piano l'osservazione e quindi la scelta del settore, soprattutto nei primi anni della disciplina ?

Sempre no, solo nei primi tempi. Poi, chi prima e chi dopo, quasi tutti capiamo come funziona. Chi non lo capisce mai non sarà mai un SCer.

crazyangler ha scritto:La capacità d'interpretazione della spiaggia,ancor prima dell'esperienza è la dote più importante di ogni Surfcaster.

A me è stata l'espeienza a portarmi a saper interpretare i segnali della mareggiata e della spiaggia. Come potevo sapere cosa fossero l'ultimo frangente, i canaloni, le punte, i depositi detritici, i banchi, le correnti primaria - secondaria e laterale? Meloni ancora non era apparso e solo dopo aver letto i suoi scritti ho saputo dare un nome a quelli che per me ed i miei compagni di pesca erano solo le "buche" ed i "prani" o "secche".
Alla metà degli anni '70 non c'erano le riviste di oggi e non conoscevamo Internet. Andavamo in spiaggia e lanciavamo a casaccio. Poi, a forza di andare, abbiamo cominciato a capire che in certe condizioni i pesci si prendevano in un certo settore piuttosto che in un altro. L'esperienza, solo l'esperienza, ci portava a capire.

crazyangler ha scritto:Per esempio, se il moto ondoso tende ad aumentare sarebbe controproducente insistere sullo stesso settore.
In pochi minuti i frangenti cresceranno,allontanandosi sempre più,fino a diventare irragiungibili.
Ecco quindi un concetto fondamentale del Surfcasting : La mobilità

E già. Come ti ho risposto sull'altro topic appositamente dedicato, ho iniziato già dai primi tempi a spostarmi. Lasciavo una canna su picchetto e con l'altra e qualche materiale ed esche in tasca, camminavo, andavo a destra, poi mi rispostavo, mi rifermavo e poi ripartivo, sempre in cerca. Quante volte, dopo aver percorso un paio di chilometri sulla spiaggia e superato il punto in cui era parcheggiata l'auto, tornavo indietro e trovavo i miei compagni che, venuti via, avevano smontato anche l'altra mia canna.... Quante parolacce mi sono beccato!
Poi, dopo qualche anno, Meloni scrisse e mi accorsi che facevo il Wandersurf...
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Re: La scelta del settore

Messaggioda crazyangler » 26/04/2008, 0:55

BigMau ha scritto:Poi, dopo qualche anno, Meloni scrisse e mi accorsi che facevo il Wandersurf...


:D :D :D :D
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Messaggioda silversurfer » 26/04/2008, 8:19

La staticità può essere nella nostra disciplina un motivo di insuccesso.
Parlando di Surfcasting, la capacità di saper interpretare i momenti di una mareggiata, saper leggere le sue variazioni e guardare al di là del nostro settore prescelto, può determinare la differenza tra catturare e non.
Premesso che la scelta iniziale di posizionarsi è un passo molto importante, determinante, la capacità operativa e logistica di prendere tutto e posizionarsi altrove è e deve essere bagaglio di un SCer. E qui torniamo al discorso di cosa è indispensabile per voi andando a pesca?????
..... Poche cose e tutte ben ripiegabili evitando postazioni fisse come tante se ne vedono.... poi la paf estiva può essere altra cosa, senza contare però che anche lì potremmo seguire da buon Wandersurf il pascolo delle mormore.
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Messaggioda cRaZy-SURFCASTER » 26/04/2008, 8:48

io di solito prima di scegliera la postazione dove effettuare la giornata di pesca,giro in macchina munito di binocolo e vado a controllare tutte le zone da me frequentemente battute.arrivo in makkina,scendo prendo il binocolo ed inizio ad osservare....individuo canaloni,buche,accuumuli di detriti,etc....poi prendo e vado in un'altra postazione,stesse operazioni...poi alla fine traggo le mie conclusioni e decido il posto.ovviamnete essendoci varie tipologie morfologiche di spiagge,la scelta sarà portata in base a questo.ad esempio se sò ke ha piovuto molto ed i canali sono in piena,devo escludere a priori di andare a pesca in una zona dove c'è uno sbocco di un canale in prossimità,a meno ke nn individuo la direzione della corrente e pesco nella parte opposta.poi ovviamente se mi interassa unja battuta di pesca con prevalenza di saraghi andrò su un fondale misto anzichè su una spiaggia prevalentemente sabbiosa.anke se tutte queste scelte bisogna farle x lo più durante le situazioni di mareggiata.per la pesca a mormore ad esempio io credo ke una volta trovata una spiaggia dove la presenza della "zebra" sia massiccia,la pesca è assicurata x l'intro arco dell'anno,salvo imprevistii....giusto caro Simone?! "IL GAZALA" ci stà tradendo quest!anno..vedremo a maggio se usciranno i grossi mormoroni da 6-8 ETTI ke la spiagia in questione è solita regalare....intanto x adesso stanno uscendo grosse orate...oviamente solo x veri surfcaster...xkè la distanza stà facendo la differenza....la rotta di pascolo a mare calmo si mantiene molto lontana....
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Messaggioda BigMau » 27/04/2008, 14:48

L'arduo compito di scegliere il punto dove piazzarm,i cerco di risolverlo a vista e ad orecchio.
Se la luce solare sarà sufficiente e se avrò scelto bene la spiaggia in base all'intensità della mareggiata, cercherò un punto in cui il frangente più esterno sia alla portata della mia capacità di lancio, anche in relazione all'eventuale vento contrario.
Individuato il settore con il frangente esterno a portata di lancio, appurerò la pesenza di una porta di ingresso, cioè un'interruzione della linea di frangenza, quella che in gergo è detta "finestra" e che costituisce la porta d'ingresso del pascolo nei canaloni perpendicolare e parallelo.
Ai lati del canalone perpendicolare, solitamente si trovano zone di acqua più bassa, in corrispondenza di punte di sabbia sulla riva.
Un settore del genere mi darà la possibilità di piazzare le esche sia fuori frangenza, sia nel canalone perpendicolare e nella sua risacca sotto gradino, sia sui versanti delle due punte laterali.
Il sondaggio del fondo col piombo, prima di iniziare a pescare, mi fornirà l'indicazione del punto in cui avrò il fondo aperto.
Dimenticavo: terrò conto dell'evoluzione della mareggiata.
Se in fase costante non avrò problemi su un settore rettilineo, ma se in aumento o calante dovrò avere a portata di mano settori diversi, che potranno divenire fertili in alternativi a quelli che, per l'evoluzione della mareggiata, si chiuderanno divenendo improduttivi. E' per questo che nelle fasi evolutive delle mareggiate prediligo piazzarmi tra canalone e punte.
Se non avrò l'ausilio della luce, dovrò operare le scelte "ad orecchio".
Conterò la frequenza dei frangenti (onde al minuto) ed individuerò il canalone perpendicolare in base all'intensità della risacca.
Infine mi affiderò al fattore "C" per la presenza o meno di alghe, perché, nonostante frequenti da più decenni le stesse spiagge e a grosse linee sappia quando avrò maggiori o minori possibilità di incrociarle, molte volte appaiono d'improvviso mentre, in altre occasioni, sembrano non esistere, senza seguire una regola fissa.
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Messaggioda bass » 27/04/2008, 15:02

BigMau ha scritto:Se non avrò l'ausilio della luce, dovrò operare le scelte "ad orecchio".
Conterò la frequenza dei frangenti (onde al minuto) ed individuerò il canalone perpendicolare in base all'intensità della risacca.


Io questa cosa l'ho sentita e letta molte volte ma non l'ho ancora interiorizzata. Spiegati meglio Maurizio, per piacere: qual'è il range ottimale di onde/minuto per stare correttamente in pesca? Su canaloni paralleli e perpendicolari, buche, esposizione della spiaggia ed altri fattori chiave nella scelta del settore credo di avere le idee sufficientemente chiare ma questa faccenda delle onde al minuto non riesco proprio a capirla o - per spiegarmi meglio - non ho capito come devo contarle e, dopo averle contate, come regolarmi di conseguenza. :?: :?: :?:
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Messaggioda BigMau » 27/04/2008, 15:20

bass ha scritto:
BigMau ha scritto:Se non avrò l'ausilio della luce, dovrò operare le scelte "ad orecchio".
Conterò la frequenza dei frangenti (onde al minuto) ed individuerò il canalone perpendicolare in base all'intensità della risacca.


Io questa cosa l'ho sentita e letta molte volte ma non l'ho ancora interiorizzata. Spiegati meglio Maurizio, per piacere: qual'è il range ottimale di onde/minuto per stare correttamente in pesca? Su canaloni paralleli e perpendicolari, buche, esposizione della spiaggia ed altri fattori chiave nella scelta del settore credo di avere le idee sufficientemente chiare ma questa faccenda delle onde al minuto non riesco proprio a capirla o - per spiegarmi meglio - non ho capito come devo contarle e, dopo averle contate, come regolarmi di conseguenza. :?: :?: :?:

E' semplice, Guido.
Una mareggiata deve respirare, cioè deve avere corrente a componente primaria e secondaria.
Una mareggiata che spinga violentemente verso terra, con serie di frangenti uno dietro l'altro, avrà un eccesso di corrente primaria e non si instaurerà la condizione ottimale per il SC.
Al contrario, una mareggiata troppo debole, non ce la farà a scavare.
Perciò ci sarà un'intensità di mareggiata ottimale, misurabile appunto col numero di onde al minuto.
Qualsiasi spiaggia è affrontabile proficuamente fino ad un limite massimo di circa una ventina di onde al minuto
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Messaggioda bass » 27/04/2008, 16:53

BigMau ha scritto:E' semplice, Guido.
Una mareggiata deve respirare, cioè deve avere corrente a componente primaria e secondaria.
Una mareggiata che spinga violentemente verso terra, con serie di frangenti uno dietro l'altro, avrà un eccesso di corrente primaria e non si instaurerà la condizione ottimale per il SC.
Al contrario, una mareggiata troppo debole, non ce la farà a scavare.
Perciò ci sarà un'intensità di mareggiata ottimale, misurabile appunto col numero di onde al minuto.
Qualsiasi spiaggia è affrontabile proficuamente fino ad un limite massimo di circa una ventina di onde al minuto


Grazie Maestro, sempre devoto! :wink:
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Messaggioda bass » 27/04/2008, 18:51

erpinna ha scritto:
bass ha scritto:
Grazie Maestro, sempre devoto! :wink:


Chiamalo sua altezza, se nò s'offende. :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:


Giusto....e pure con la A maiuscola. :lol:
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Messaggioda defa60 » 27/04/2008, 18:53

Il numero delle onde che indica un equilibrio tra corrente primaria e secondaria è variabile tra le 12 e le 20. La localizzazione delle "finestre" è essenziale per essere in pesca appena si apre il fondo e sfruttare quelo che c'è da sfruttare. Ovviamente credo sia importante giungere in spiaggia ancora in condizioni di luce. Non è facile leggere una mareggiata con il solo ausilio dell udito. L' utilizzo del piombo è un altro sistema. ma la possibilità di vedere dove muoversi è importante. Mobilità si ma, come dice andrea, leggeri leggeri.
ciao bimbi
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Messaggioda bass » 27/04/2008, 19:39

defa60 ha scritto:Il numero delle onde che indica un equilibrio tra corrente primaria e secondaria è variabile tra le 12 e le 20. La localizzazione delle "finestre" è essenziale per essere in pesca appena si apre il fondo e sfruttare quelo che c'è da sfruttare. Ovviamente credo sia importante giungere in spiaggia ancora in condizioni di luce. Non è facile leggere una mareggiata con il solo ausilio dell udito. L' utilizzo del piombo è un altro sistema. ma la possibilità di vedere dove muoversi è importante. Mobilità si ma, come dice andrea, leggeri leggeri.
ciao bimbi


Sono d'accordo con te Fabio, io giungo sempre in spiaggia con la luce anche quando faccio la notte, proprio per "leggere" bene il mare. Con il solo udito confesso di non esserne capace.
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Messaggioda crazyangler » 27/04/2008, 20:13

L'udito serve a percepire le evoluzioni della mareggiata.
L'individuazione di canali e finestre può essere fatta solo tramite la vista,possibilmente alla luce.
L'altro senso importantissimo è il tatto, tramite il sondaggio del fondo.

Il resto lo fà l'esperienza.

saluti
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Messaggioda BigMau » 27/04/2008, 20:49

crazyangler ha scritto:L'udito serve a percepire le evoluzioni della mareggiata.
L'individuazione di canali e finestre può essere fatta solo tramite la vista,possibilmente alla luce.
L'altro senso importantissimo è il tatto, tramite il sondaggio del fondo.

Il resto lo fà l'esperienza.

saluti

Il canolone perpendicolare e la sua relativa finestra li riconosci anche al buio, ad orecchio, dalla risacca. In quel punto l'onda arriva sulla spiaggia conservando tutta l'energia perché non è frenata da niente.
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