Surfcasting Online Forum


Correnti e alghe nelle bocche di porto dell’alto Adriatico

Una chicca per i puristi: scindiamo il surfcasting dalla pesca a fondo

Moderatori: Adminsurf, BigMau, silversurfer, NonnoRito, Caramon, bass

Correnti e alghe nelle bocche di porto dell’alto Adriatico

Messaggioda dariotomasi2009 » 09/12/2017, 16:08

Sfruttando alcuni giorni di forzata convalescenza ottempero ad un impegno preso (viewtopic.php?f=35&t=20464 )
Invito gli utenti interessati all’argomento a tener presenti questi tre punti di premessa prima di procedere alla lettura:
1) Il metodo descritto di seguito è maturato dall’’esperienza personale facendo riferimento alle condizioni di marea che si verificano nelle bocche di porto della Laguna di Venezia. Va considerato che le maree dell’alto Adriatico hanno ampiezza molto più vasta degli altri mari italiani (arrivano anche a superare il metro contro il mezzo metro del basso Adriatico e delle coste italiane occidentali) e, di conseguenza, è probabile che le situazioni descritte e le relative valutazioni non siano appropriate per contesti diversi. Credibilmente, suppongo, il metodo potrebbe essere applicato nelle bocche d i porto da Comacchio a Grado.
2) L’applicazione del metodo porta a favorire, per la pesca, le maree con minor ampiezza (quelle di quadratura, nei quarti di luna) rispetto a quelle con maggior ampiezza (quelle sigiziali, di luna nuova o piena). Sembrerebbe un controsenso visto che in condizioni meteo normali le maree sigiziali sono un presupposto ottimale per la pesca in mare (e, almeno a mia esperienza, anche nelle foci dei fiumi) perché smuovono comunque di più il fondo rispetto alle maree di quadratura. Siamo però probabilmente davanti ad una di quelle situazioni della vita in cui “l’ottimo è nemico del meglio”, in quanto è proprio nel corso delle maree sigiziali che si ha il massimo flusso di alghe e, quindi, il maggior disturbo (talvolta addirittura impedimento) alla pesca da parte loro.
3) Se il lettore è interessato al solo “come” del metodo descritto consiglio di far scorrere da subito la pagina fino a trovare la scritta:
METODO PRATICO PER IL CALCOLO APPROSSIMATIVO DEI TEMPI DI MINOR DISTURBO DELLE ALGHE ALL’AZIONE DI PAF NELLE BOCCHE DI PORTO
Mentre se il lettore è interessato al (lungo) testo che accompagna il “come” con la descrizione dei “perché” gli auguro buona lettura.

----------
E’ nota la scarsa idoneità di molte spiagge venete alla pratica del Surf Casting e la loro povertà di catture di taglia delle varie specie di pesci praticando Beach Ledgering e PAF. Non è un caso che nei chilometri di spiaggia di Sottomarina, di Isola Verde, di Rosolina, anche nei periodi in cui non sussistono divieti legati alla balneazione si trovino ben pochi pescatori dalla spiaggia. Talvolta se ne trova qualcuno in testa ai pennelli di massi frangiflutti che penetrano in mare, dove ci sono, e niente di più.
In compenso, se le spiagge non son fruttuose, per chi pesca a fondo da riva in questi territori sussistono due opportunità importanti: le foci di alcuni grandi fiumi e le bocche di porto delle lagune. Qui i pescatori ci sono sempre e spesso tanti, segno di ben maggiori possibilità di catture, anche relativamente di taglia.
Come si sa le lagune sono aree costiere costituite da specchi d'acqua poco profondi, in comunicazione con il mare e da questo separate da barriere sabbiose (barre costiere), con il movimento dell'acqua all'interno di esse governato dalla marea.
Le bocche di porto sono i varchi attraverso i quali l’acqua del mare entra ed esce dalle lagune.
Le correnti di flusso e riflusso che si producono tra mare e laguna, quando il mare antistante è soggetto a oscillazioni di marea sufficientemente elevate, mantengono efficienti le bocche di porto. Così avviene nell’alto Adriatico, dove la laguna più conosciuta è certo quella di Venezia e dove le note isole di Lido e Pellestrina fungono da barre costiere separatrici.

Immagine

L’energia della corrente di marea (sia in entrata che in uscita) è massima alle bocche di porto e va smorzandosi verso l’interno del bacino lagunare. Per comprendere la ragione di questa massima corrente basta pensare alla pressione di un bacino d’acqua su una condotta forzata (o anche alla canna dell’acqua che usiamo per innaffiare orti e giardini): più forte è la pressione più veloce sarà l’acqua dentro e in uscita dalla condotta (o dalla canna per innaffiare).
La pressione dell’acqua del mare (in crescita di marea) o della laguna (in calo di marea) equivale alla pressione dell’acqua del bacino, la bocca di porto equivale alla condotta forzata.
Questa digressione serve a comprendere meglio la natura del primo aspetto con cui deve fare i conti il pescatore a fondo in una bocca di porto, ovvero normalmente (vedremo poi l’eccezione) quello della presenza di correnti da abbastanza a molto forti per buona parte di un ciclo di marea anche indipendentemente dalle condizioni del mare. Ci può essere una giornata calma, senza vento, con mare forza olio, in cui per ore nella bocca di porto hai difficoltà a stare in pesca con 200 grammi di zavorra. Questo perché il primo fattore influente sulla forza della corrente è la marea. Anche il meteo, come vedremo, ha la sua influenza ma sempre in modo complementare alla marea.
Il secondo aspetto con cui deve fare i conti lo stesso pescatore a fondo è il problema delle alghe.
Due volte al giorno mediamente un terzo del volume dell’acqua presente in laguna viene espulso in mare (ciclo verso la bassa marea) quindi, una volta mescolatosi, vi viene reintrodotto (ciclo verso l’alta marea). Nel corso di questi cicli che rivestono una funzione depurante per la laguna, le alghe libere sia lagunari che marine vanno e vengono lungo le bocche di porto.
Il problema alghe è strettamente connesso a quello della corrente perché più forte è la corrente nella bocca di porto maggiore è il passaggio di alghe e, nel contempo, la spinta esercitata da queste ultime sui sistemi pescanti. Da qui il crearsi di situazioni non rare in cui per un certo tempo durante una fase di marea non c’è zavorra che tenga: la massa delle alghe che s’accumulano sulla lenza, spinte dalla corrente, rischiano di trascinare in acqua un’intera postazione di pesca (canne e tripode con la sua zavorra). E’ il momento di tirar su temporaneamente le lenze e approfittarne per fare colazione o guardare il paesaggio o fare un pisolino se è notte.
Quanto detto fin qui rende evidente che il problema alghe nelle bocche di porto va affrontato studiando le maree perché Il disturbo dovuto alle alghe è proporzionale alle correnti sviluppate dalle maree stesse.
Le maree sono movimenti periodici della superficie del mare correlati in ampiezza (dislivello tra un'alta e una bassa marea consecutive) e fase (crescente/calante) ad alcune forze geofisiche. I livelli di marea sono determinati dalla marea astronomica, collegata al moto di Luna e Sole, e dal concorso meteorologico. La marea astronomica è ampiamente prevedibile mentre l’apporto meteorologico -che può assumere un ruolo rilevante negli eventi di marea- è prevedibile con maggiore difficoltà e in tempi più ristretti. I due componenti, indipendenti fra di loro, sovrappongono sempre i loro effetti.
La marea astronomica descrive una curva con due massimi e due minimi nelle 24 ore. Durante le fasi di luna nuova e di luna piena gli effetti del Sole e della Luna si sommano, determinando le massime oscillazioni di marea (maree sigiziali, le quali nell’alto Adriatico possono anche superare il metro di ampiezza). Nei periodi di primo e ultimo quarto, invece, la marea è meno ampia e meno regolare (maree di quadratura, le quali possono ridurre l’ampiezza a poche decine di centimetri) e possono esservi giorni con un solo minimo e un solo massimo.
Chiaro quindi che nei periodi di primo e ultimo quarto di luna (maree di quadratura) avremo correnti meno forti e meno noia dalle alghe rispetto alle fasi di luna nuova e di luna piena (maree sigiziali).
A questo punto va considerato che ogni ciclo di marea, alta o bassa, sigiziale o di quadratura, evolve la sua forza similmente al ciclo di un pendolo. La sua forza parte da un valore zero nel punto in cui termina la spinta della marea precedente di verso opposto, prende progressivamente velocità fino ad un suo massimo (dipendente dalla sua ampiezza) e poi decelera progressivamente fino a tornare al valore zero da cui partirà la marea successiva di verso opposto.
Il fenomeno si percepisce nettamente nelle bocche di porto, dove il variare della velocità della corrente è prodotto da queste progressive accelerazioni/decelerazioni.
Si intuisce da qui che all’inizio ed al termine di qualsiasi ciclo di marea vi è una fase di corrente “lenta” che culmina ad un valore zero da cui riparte poi ancora “lenta” in senso opposto. Quel valore zero coincide con il giro d’acqua, ovvero il momento di cambio marea da bassa ad alta o viceversa.
La durata temporale di una velocità “lenta”, ovvero che renda accettabile il disturbo delle alghe all’azione di pesca, dipende dall’ampiezza della marea. Nel culmine delle maree sigiziali la durata temporale può ridursi anche a solo un’ora (mezz’ora prima e mezz’ora dopo il giro d’acqua) sulle sei ore di media durata di un ciclo. Questo significa, per il pescatore a fondo, di poter contare solo su di un’ora buona su sei senza una significativa interferenza (quando non è addirittura impedimento) delle alghe alla sua azione di pesca. Nel culmine delle maree di quadratura, al contrario, grazie alla loro minore ampiezza che genera correnti di forza inferiore, i tempi di interferenza significativa delle alghe si riducono di molto e si può contare anche fino a quattro ore (indicativamente due ore prima e due dopo il giro d’acqua) di azione tranquilla di pesca. Nelle maree dei giorni che intercorrono tra i giorni di maree sigiziali e quelli di maree di quadratura i tempi utili per un’azione tranquilla di pesca oscillano tra i due estremi descritti, sempre facendo riferimento ai momenti di giro d’acqua che sono anche di solito i più produttivi nella pesca in mare.
C’è infine una situazione particolare che si verifica nei già menzionati giorni con un solo minimo e un solo massimo di marea ed è all’apice delle maree di quadratura. Quella situazione è chiamata dagli indigeni “el morto de aqua” (il morto d’acqua) ed è costituito, in sintesi, da fasi di marea d’ampiezza vicina allo zero e quindi con correnti pressoché inesistenti. In pratica si può pescare per molte ore di seguito nelle bocche di porto senza il problema delle alghe e con zavorre dimezzate rispetto alla norma. Ottimo, verrebbe da dire, ma almeno per esperienza personale poi così ottimo non è perché i pesci in quel contesto calano di molto la loro attività, probabilmente perché in assenza di correnti significative il fondo non si smuove e quindi non emergono gli organismi che stimolano la loro attività alimentare.
E con questo il quadro-base del rapporto tra maree, quantità di alghe e tempi utili di pesca appare completo. Analizzando il grafico delle maree in una determinata bocca di porto per un determinato giorno si riuscirà a determinare approssimativamente i tempi entro i quali si potrà pescare senza grande disturbo da parte delle alghe.

Immagine

L’immagine precedente da un’idea approssimativa dei tempi utili nella bocca di porto di Venezia Lido nei prossimi 1-3 gennaio (maree sigiziali) e 8-10 gennaio (maree di quadratura). Il dato è identico a quello delle bocche di porto di Malamocco e Chioggia fatta salva una leggera sfasatura di orario ed è eloquente quanto sia più ampio il tempo potenzialmente utile alla pesca a fondo nel periodo delle maree di quadratura. Vedremo poi un metodo pratico per calcolare approssimativamente gli archi di tempo, quello che interessa qui è il dimostrare visivamente quanto affermato in precedenza e sviluppare un’ulteriore considerazione. Conoscere i tempi utili di pesca senza la scocciatura delle alghe serve a tutti i pescatori, sia indigeni che foresti (forestieri), ma per i foresti ha molta più importanza. Per il pescatore a fondo indigeno costiero non è un gran dispendio d’energie e mezzi l’andarsi a fare una pescata anche per una sola ora/ora e mezza nelle fasi sigiziali. Può farsi un “giro d’acqua”, andarsene a fare le sue cose, tornare tranquillamente in uno dei giri successivi (il pensionato-Chioggiotto-tipo docet). Nello stesso periodo, per il forestiero che si fa cento e più chilometri per andare a pesca ed altrettanti per tornare a casa, trovarsi a poter pescare a fondo solo tre/quattro ore su dodici non è bella cosa. E’ una cosa che rischia d’innescare un suo monologo con la Divinità tale da precludergli la via del Paradiso. Pertanto, sapendo quanto sopra e non avendo momenti diversi per andare a pesca, potrà optare per una delle altre due alternative che gli rimangono: la foce o la spiaggia.
La suddetta analisi è abbastanza semplice da condursi utilizzando il sito http://www.meteopesca.com/it , dove una volta selezionata la Regione e successivamente il sito di proprio interesse (o il più vicino geograficamente a questo nel caso non sia contemplato) si trovano tutti i dati possibili. Quelli che a mio avviso servono per l’analisi anticipata sono:
- Il calendario mensile delle maree (si trova scorrendo quasi fino a fondo pagina del sito) da cui desumere i dati di orario e livello dell’acqua per le singole maree di ogni giorno e, soprattutto, il Coefficiente di Marea;
- Il grafico delle maree per il giorno prescelto (basta cliccare il giorno sul calendario e tutta la pagina del sito riporta i dati a quel momento disponibili per quel giorno stesso);
Il Coefficiente di Marea è il primo dato che consente in modo pratico di intuire la durata possibile dei periodi di corrente moderata. I coefficienti di marea sono valori legati all’ampiezza delle maree e sono calcolati con alcuni parametri collegati a sole e luna, sono i medesimi in tutto il pianeta ma suddividono l’ampiezza in modo diverso a seconda dei luoghi. Per quanto concerne la laguna veneta i valori variano di norma da un minimo di circa 20 ad un massimo di circa 110 (120 è il massimo possibile) e vengono così suddivisi:
Immagine
Ai fini dell’attività di pesca a fondo i dati della tabella precedente possono sommariamente essere tradotti così:

Immagine

Una volta deciso il giorno di pesca si clicca il giorno scelto sul calendario e si vanno ad individuare dai due grafici disponibili (ALTE MAREE E BASSE MAREE A … e AMPIEZZA DI MAREA A…) le possibili fasce orarie in cui, per quel giorno, si avranno correnti e di conseguenza flussi di alghe compatibili con l’azione di pesca.
Si è già motivato l’interesse del pescatore, specie se forestiero, ad analizzare per tempo le condizioni che si verificheranno nel giorno prescelto per la pescata e la possibilità di farlo grazie alla conoscenza con largo anticipo della marea astronomica. Questa analisi, però, non è ancora sufficiente se si vuol essere precisi ed evitare sorprese.
Come detto in precedenza i livelli di marea sono determinati non solo dalla marea astronomica ma anche dal concorso meteorologico che può assumere un ruolo rilevante, prevedibile con maggiore difficoltà e in tempi molto più ristretti. In sintesi l’apporto meteorologico, per la sovrapposizione degli effetti, può far aumentare il livello dell’acqua per un determinato periodo modificando di fatto l’ampiezza della marea reale (modificando quindi in crescere la forza delle correnti con quel che ne consegue rispetto a quanto detto sul flusso di alghe).
Di conseguenza al pescatore che programma la giornata di pesca non sarà sufficiente l’analisi tempestiva sopra descritta sulla base della marea astronomica. Dovrà implementare quell’analisi con un’osservazione delle condizioni meteo effettuata a ridosso del giorno prescelto per l’uscita, prima di prendere la decisione definitiva se andare nella bocca di porto oppure optare per le alternative.
I fattori meteorologici rilevanti ai nostri fini sono il vento, la pressione atmosferica e le sesse.
Per quanto concerne i venti sono da prendere in considerazione in primo luogo lo Scirocco e la Bora.
Lo Scirocco, proveniente da sud-est, per la conformazione lunga, stretta e chiusa in alto dell’Adriatico, può provocare un accumulo d’acqua verso la parte settentrionale e quindi verso le lagune lì situate.
Analogo fenomeno può essere provocato dal vento di Bora. La Bora nell’alto Adriatico si manifesta dalla direzione Est/Nord-Est e può avere intensità superiore allo Scirocco, nonché maggiore frequenza, ma il suo effetto sulla marea è più limitato per il minor suo campo d’azione (tecnicamente chiamato fetch) rispetto allo Scirocco.
Per valutare approssimativamente la crescita del livello della marea effettiva rispetto a quella astronomica, in relazione alla velocità del vento, si possono usare i dati riportati in questa semplicissima tabellina che considera anche il ritardo della fase di marea.

Immagine

Va detto che l’ultimo dato è riportato per completezza, in quanto già dai 30 km/h stare in pesca nelle bocche di porto, specie in testa alle estremità penetranti in mare, diventa complesso e se il vento continua a crescere può divenire anche pericoloso.
Per i nostri scopi l’effetto di questa tabella è nullo, eccezion fatta per il ritardo di fase, se il vento rimane costante nell’arco di tempo della pescata. Se invece il vento è previsto dal meteo in crescendo durante la pescata si ha un incremento di velocità delle correnti in marea crescente e un decremento nella marea decrescente. L’inverso se il vento è previsto dal meteo nello stesso periodo in decrescendo.
Dal punto di vista pratico, per mettere in relazione il dato fornito dalla tabella (che parte dalle velocità del vento desunte dal meteo per la giornata di pesca) con quanto dedotto dal coefficiente di marea astronomica e relativi grafici, si terrà conto solo dei cm d’acqua che potranno produrre incremento della velocità di corrente (condizioni di vento crescente con marea crescente e di vento decrescente con marea calante), assimilando poi ogni cm ad un punto del Coefficiente di Marea (vedremo poi il perché).
Altro elemento meteorologico da considerare, si è detto, è la pressione atmosferica.
Le variazioni di pressione atmosferica oltre a produrre campi di vento sono causa diretta delle variazioni di livello del mare. Nel caso di basse pressioni locali il mare tende a sollevarsi.
La variazione è di circa 1 cm per ogni millibar di variazione, si può arrivare cioè fino a 30 cm al passaggio di una perturbazione.
La variazione in millibar della pressione di una località la si può vedere nel sito dell’Aereonautica Militare ( http://www.meteoam.it/ ), selezionando il menù Previsioni, digitando il nome del Comune della località che interessa dentro la finestra Cerca Previsioni per Località, cliccando il pulsante ANDAMENTO GIORNALIERO che comparirà dopo l’invio del dato della località.
Verrà visualizzato un grafico meteo che in orizzontale (ascissa) dà i tre giorni, a partire da quello presente, suddivisi in frazioni di tre ore e in verticale (ordinata) la pressione atmosferica espressa in millibar in frazioni di 5:

Immagine

Analogamente a quanto visto per l’effetto vento si dovrà analizzare il meteo e ragionare nel modo seguente:
- Se la pressione rimane costante nell’arco di tempo che si prevede per la pescata non c’è da fare nulla
- Se vi è un calo di pressione previsto nel periodo di marea crescente andrà considerato un cm per ogni millibar in calo da associare ad un punto del Coefficiente di Marea;
- Se vi è una crescita di pressione prevista nel periodo di marea calante andrà considerato un cm per millibar in crescita da associare ad un punto del Coefficiente di Marea;

A questo punto si hanno il Coefficiente di Marea astronomica da cui si è partiti, i punti di incremento eventualmente derivati dall’analisi dei venti e i punti di incremento eventualmente derivati dall’analisi delle variazioni di pressione atmosferica. Sommando i tre addendi si verifica se il risultato modifica significativamente il Coefficiente di Marea astronomica di partenza. Se si è rimasti sulla stessa fascia del Coefficiente di Marea originario solitamente non c’è problema, se si è saliti di fascia è utile riconsiderare il campo dei tempi utili di pesca, desumendoli per analogia da giornate che prevedono come Coefficiente di Marea astronomica il coefficiente uscito dalla somma testé fatta e naturalmente trasponendoli poi negli orari della giornata originariamente scelta per l’uscita di pesca.
Un ulteriore fenomeno che per il mar Adriatico non può esser trascurato sono le sesse, ovvero delle oscillazioni libere caratteristiche dei bacini chiusi che rappresentano la risposta della massa d’acqua sollecitata da impulsi dovuti a vento o a temporali e bufere.
Il passaggio di una perturbazione agisce sulla marea con un impulso in seguito al quale l’Adriatico, per la forma del bacino, si comporta come un catino d’acqua o un piatto di brodo al cessare del movimento: la massa liquida, per tornare ad una situazione di equilibrio, compie una serie di oscillazioni longitudinali e trasversali dette sesse la cui ampiezza si smorza nel tempo.
L’oscillazione fondamentale, longitudinale, ha un periodo di 22 ore circa. Di quest’ultima componente bisogna tener conto nella previsione di marea, perché accade abbastanza spesso che nei giorni successivi ad una bufera, per lo sfasamento attorno alle 2 ore tra la periodicità della marea astronomica (circa 24 ore) e la sessa (circa 22 ore) l’oscillazione possa trovarsi in fase con il massimo di marea astronomica e provocare una sensibile variazione verso l’alto del coefficiente di marea.
Non vi è purtroppo uno strumento on line che dia conto di questo fenomeno, pertanto bisognerà solo fare attenzione alle eventuali grosse perturbazioni interessanti il nord-centro Adriatico nelle 48 ore precedenti la giornata di pesca e, se ne è il caso, incrementare il Coefficiente di Marea finale fino anche ad una decina di punti.
Con questo si conclude la spiegazione. Può apparire un metodo macchinoso, in realtà è una delle classiche situazioni dove ci si mette molto di più a spiegare una cosa di quanto poi ci si metta a farla.
Dopo aver fissata la data in un paio di minuti si individua dal meteo pesca il coefficiente del giorno, si risale al suo grafico delle maree e (con un po’ di pratica) si capisce al volo quale è teoricamente il periodo di correnti calme o moderate nella bocca di porto per quella giornata. Nei giorni subito a ridosso dell’uscita si desumono da un qualsiasi programma meteo i dati del vento e dal meteo dell’aereonautica militare le previsioni di pressione atmosferica (..e se si vuole, già da lì, gli altri dati meteo tradizionali in frazioni di 3 ore, cliccando sul pulsante 3 GIORNI) e in cinque minuti si ricalcola il nuovo valore del Coefficiente di Marea e, se c’è variazione di fascia, si fanno le opportune valutazioni considerando la nuova fascia. Tutto qui.
Passiamo alla schematizzazione di quanto fino ad ora descritto:

METODO PRATICO PER IL CALCOLO APPROSSIMATIVO DEI TEMPI DI MINOR DISTURBO DELLE ALGHE ALL’AZIONE DI PAF NELLE BOCCHE DI PORTO:

Passaggio n.1
- Entrare nel sito http://www.meteopesca.com/it
- Selezionare la Regione in cui si trova la località di pesca/bocca di porto;
- Selezionare tra quelli presentati il sito di proprio interesse o quello geograficamente più vicino alla località di pesca/bocca di porto nel caso questa non sia contemplata nell’elenco;
Passaggio n.2
- Se il giorno prescelto per la giornata di pesca è nello stesso mese in cui si sta effettuando la ricerca far scorrere la pagina fino a visualizzare il calendario mensile delle maree;
- Se il giorno prescelto per la giornata di pesca non è nello stesso mese in cui si sta effettuando la ricerca selezionare nella barra in alto il mese che interessa e, una volta aggiornata la pagina al nuovo mese, far scorrere la pagina fino a visualizzare il calendario mensile delle maree;
- Individuare il giorno prescelto ed appuntarsi a parte il Coefficiente di Marea previsto per quella data e la definizione che ne viene data (Basso, Medio, Alto, Molto Alto);
Passaggio n.3
- Cliccare sulla fascia di calendario del giorno previsto;
- Dopo l’aggiornamento conseguente della pagina far scorrere lo schermo verso il basso fino ad individuare il grafico delle ALTE MAREE E BASSE MAREE A…. oppure anche il grafico AMPIEZZA DI MAREA A.. e, sulla base della tabella seguente, calcolare le fasce degli ipotetici tempi con limitata forza delle correnti (..e quindi di minor disturbo dal transito di alghe) ruotanti attorno ai picchi di marea alta e bassa;

Immagine

- Annotarsi, di seguito ai dati del Coefficiente di Marea, i tempi teorici individuati:
Passaggio n.4
- A non più di tre giorni dalla data della giornata prescelta (meglio il giorno prima) visualizzare dal meteo on-line preferito l’evoluzione del vento per quella stessa giornata e, una volta confrontata l’evoluzione con la tabella successiva, agire come indicato di seguito;

Immagine

- Se non ci sono variazioni significative di vento (+/- 5km/h, indipendentemente dalla velocità iniziale) non annotare nulla;
- Se il vento è previsto in aumento significativo durante una fase di marea crescente per ogni cm di innalzamento del mare (deducibile dalla tabella con una semplice proporzione) annotare un punto;
- Se il vento è previsto in significativo calo durante una fase di marea calante per ogni cm di abbassamento del mare (deducibile dalla tabella con una semplice proporzione, considerando l’abbassamento alla stregua dell’innalzamento) annotare un punto;
- Nei rimanenti casi (vento crescente in marea calante e vento calante in marea crescente, indipendentemente dalla velocità) non annotare nulla;
Passaggio n.5
- Entrare nel sito http://www.meteoam.it/ dell’Aereonautica Militare Italiana;
- Selezionare il menu Previsioni;
- Digitare il nome del Comune della località che interessa dentro la finestra Cerca Previsioni per Località;
- Cliccare il pulsante ANDAMENTO GIORNALIERO che comparirà dopo l’invio del dato della località;
- Osservare nel grafico che comparirà il giorno di pesca prescelto suddiviso nei suoi vari step di 3 ore e, individuato l’arco di tempo previsto per la pesca entro questi steps, agire come indicato di seguito;
- Se la pressione rimane costante nell’arco di tempo che si prevede per la pescata non c’è da fare nulla
- Se vi è un calo di pressione previsto nel periodo di marea crescente per ogni millibar in calo annotare un punto;
- Se vi è una crescita di pressione prevista nel periodo di marea calante per ogni millibar in crescita annotare un punto;
Passaggio n.6
- Sommare tutti i punti raccolti nei Passaggi n.4 e n.5 al valore del Coefficiente di Marea individuato nel Passaggio n.2;
- Confrontare il valore risultante con la tabella del Passaggio n.3;
- Se il nuovo valore del Coefficiente, risultato dalla somma, rientra sulla stessa fascia del Coefficiente di Marea originario non ci sono da apportare variazioni ai tempi individuati nel Passaggio n.3;
- Se il nuovo valore del Coefficiente comporta una variazione di fascia, riconsiderare il campo dei tempi utili di pesca ripetendo il Passaggio n.3 attenendosi ai tempi indicati nella tabella per la nuova fascia.

P.S. - Una variazione ulteriore verso l'alto del picco di alta marea (tra i 5 e i 10 cm) potrebbe verificarsi nel caso in cui una forte perturbazione avesse interessato l'alto Adriatico nei 2 giorni antecedenti quello prescelto per la pesca.
Dario
Avatar utente
dariotomasi2009
Pescatore
Pescatore
 
Messaggi: 163
Iscritto il: 31/01/2015, 23:26
Località: Schio (VI)

Re: Correnti e alghe nelle bocche di porto dell’alto Adriati

Messaggioda primusuck » 11/12/2017, 16:31

Superlativo! Credo sia davvero molto utile per chi vuole pescare in queste zone, senza tanti impedimenti e difficoltà :D
avete mai visto saraghi da un chilo e mezzo? Ma se li pescano appena nati!
lasciate alla specie il tempo di riprodursi...una volta i denti dei saraghi erano grossi come quelli degli asini!

Arriva il freddo ed io ripongo le canne in cantina
Ma come, proprio adesso che si inizia a pescare seriamente?


Immagine
Uploaded with ImageShack.us
Avatar utente
primusuck
Surfcaster professionista
Surfcaster professionista
 
Messaggi: 5878
Iscritto il: 26/01/2008, 1:00
Località: Maruggio (TA)

Re: Correnti e alghe nelle bocche di porto dell’alto Adriati

Messaggioda Riccardo1984 » 11/12/2017, 22:32

Complimenti davvero, ottima analisi e spiegazione
"se il nostro amico Mare non ci regalasse anche queste lezioni di vita, ci impigriremmo e smetteremmo di studiarlo, di osservarlo e di amarlo, perché tutto sarebbe troppo facile e quindi monotono!"
Nonnorito

Immagine
Riccardo1984
Pescatore surfcasting
Pescatore surfcasting
 
Messaggi: 1224
Iscritto il: 17/11/2013, 23:58
Località: Parma

Re: Correnti e alghe nelle bocche di porto dell’alto Adriati

Messaggioda Riccardo1984 » 12/12/2017, 21:42

Mi viene naturale chiederti.... in una fase l'acqua entra e nell'altra esce... quale piace di più ai pesci?
"se il nostro amico Mare non ci regalasse anche queste lezioni di vita, ci impigriremmo e smetteremmo di studiarlo, di osservarlo e di amarlo, perché tutto sarebbe troppo facile e quindi monotono!"
Nonnorito

Immagine
Riccardo1984
Pescatore surfcasting
Pescatore surfcasting
 
Messaggi: 1224
Iscritto il: 17/11/2013, 23:58
Località: Parma

Re: Correnti e alghe nelle bocche di porto dell’alto Adriati

Messaggioda dariotomasi2009 » 13/12/2017, 18:53

Riccardo1984 ha scritto:

Mi viene naturale chiederti.... in una fase l'acqua entra e nell'altra esce... quale piace di più ai pesci?

E’ in sostanza la classica domanda se i pesci mangiano di più quando la marea cresce (nel nostro caso l’acqua che entra) o quando cala.
Se lo chiedi ai pescatori locali la maggior parte ti risponde in crescita di marea. Per quanto riguarda la mia esperienza personale ti rispondo che, in generale, l’attività dei pesci mi pare sia più influenzata dalle condizioni del mare e dal meteo (..con le sue eventuali variazioni) nell’arco della pescata che dalla fase di marea calante o crescente in sé. I pesci inoltre, come sai, non reagiscono tutti allo stesso modo a determinate condizioni del mare e del meteo. Capisco che può sembrare una non-risposta ma le esperienze fatte da parte mia mi portano, anche nell’usare il metodo che ho suggerito, a prestare molta attenzione ai coefficienti di marea e agli aspetti meteo (venti & pressione atmosferica) e molto meno alla fase di marea.
Vedendo di dove sei penso che, come me, hai le caratteristiche del foresto che va saltuariamente nelle bocche di porto. Un consiglio che ti posso dare, poi ovviamente ne fai quello che vuoi, è di scegliere e frequentare per un buon lasso di tempo uno spot specifico di una bocca di porto, annotando sinteticamente previsioni (usando il metodo suggerito o anche un altro, l’importante è avere un dato di previsione decentemente fondato), attrezzatura ed esche usate, risultati ottenuti e condizioni in cui si sono verificati (tipo: risultati concentrati in una fascia di tempo ristretta o no, orari, esche che li hanno prodotti..), cose successe durante la pescata che possano aver pertinenza con il risultato e che non erano state previste, l’effetto di queste ultime sul risultato. Son dati che in dieci minuti per uscita puoi tranquillamente buttar giù.
Nel tempo vedrai che, rileggendoli, i dati raccolti diverranno utili per migliorare il risultato nello spot frequentato e pure per affrontare altri spot senza ripartire da zero (se non per quanto concerne la conoscenza dei fondali). E' un po’ il Metodo delle Approssimazioni Successive applicato alla pesca :) .
Dario
Avatar utente
dariotomasi2009
Pescatore
Pescatore
 
Messaggi: 163
Iscritto il: 31/01/2015, 23:26
Località: Schio (VI)

Re: Correnti e alghe nelle bocche di porto dell’alto Adriati

Messaggioda Riccardo1984 » 14/12/2017, 9:13

Eh... c'è veramente troppa strada al momento per quegli spot...
"se il nostro amico Mare non ci regalasse anche queste lezioni di vita, ci impigriremmo e smetteremmo di studiarlo, di osservarlo e di amarlo, perché tutto sarebbe troppo facile e quindi monotono!"
Nonnorito

Immagine
Riccardo1984
Pescatore surfcasting
Pescatore surfcasting
 
Messaggi: 1224
Iscritto il: 17/11/2013, 23:58
Località: Parma

Re: Correnti e alghe nelle bocche di porto dell’alto Adriati

Messaggioda Lele206 » 22/08/2019, 13:52

Ultimamente, sarà merito di non so cosa, la risposta dei pesci lascia alquanto a desiderare negli spot sopradescritti, è stato anche questo il motivo che mi ha spinto a cercare un gruppo di persone che hanno più esperienza di me, con la speranza che affinando la tecnica i risultati migliorino.
Vi terrò informati.
Avatar utente
Lele206
Principiante
Principiante
 
Messaggi: 10
Iscritto il: 17/08/2019, 22:57
Località: Piove di Sacco PD


Torna a Pesca a fondo

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite