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La presentazione dell'esca

Parliamo un po di esche

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La presentazione dell'esca

Messaggioda ghiummu » 10/01/2014, 11:03

Salve ragazzi :D
dai meravigliosi OT del topic (scusate il gioco di parole ) cambio temperatura... emergeva la poca o grande importanza che noi dedichiamo al confezionamento delle esche....
il senso del topic è quello di conoscere effettivamente quale sia l'importanza della presentazione dell'esca.....


io penso che innanzitutto la presentazione sia importante quanto la scelta del settore.....
è necessario renderla naturale senza mummificarla troppo, deve fluttuare e possibilmente deve lasciare una scia odorosa.....


non sono d'accordo che è il pesce che deve trovare la esca nel suo cammino..... ma sono del parere, che deve poter essere anche l'esca a richiamare il pesce....

molti parlano di rotte di pascolo, segnate da evidenti settori........mi chiedo .....e li dove settori evidenti non ci sono???? dove ci sono spiagge a media energia o alta energia dove ci sono tra i 5 ai 60 mt a tiro di canna????


beh io continuerò a confezionare le esche come ho sempre fatto... renderle mobili, visibili e il più profumate possibili......

vorrei sapere come voi vivete il confezionamento,come un esca deve funzionare e perchè.......
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Re: La presentazione dell'esca

Messaggioda gio.surf » 10/01/2014, 11:43

A parer mio se si parla di presentazione dell'esca in quanto all'estetica,io penso che ci sono casi e casi,periodi e periodi,
secondo me ha maggiore importanza nel periodo caldo la presentazione dell'esca,e che sembri il più naturale possibile,ma nei periodi freddi e con acqua fredda,secondo me le cose cambiano un pò,
va bene la mobilità dell'esca,ma la forma che andremmo ad attribuirli avvolte non ha nulla a che fare con l'estetica naturale dell'esca,vedi i tranci,striscioline di seppia,tentacoli,sarde rovesciate,bibboni rivoltati,ed altro ancora,
questi una volta confezionato l'innesco non hanno nulla di naturale,eppure sono efficaci,

per le scie odorose credo che in inverno con l'acqua fredda si annulli questo vantaggio il quale risalta sicuramente d'estate con l'acqua calda,esempio è la sarda rovesciata,è più attirante con acqua calda o mite piuttosto che con acqua fredda, parlo per via degli odori rilasciati dalla sua sostanza oleosa,ma che si perdono man mano che l'acqua si raffredda.

In spiaggia si vedono inneschi da paura,ma poi le spigole le acchiappano,
secondo me il predatore quando ha fame ed è in caccia non guarda i particolari,con questo non voglio dire
chappa qui e butta la :D
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Re: La presentazione dell'esca

Messaggioda ghiummu » 10/01/2014, 11:57

è importante dire, caro Giovanni, che la presentazione non riguarda solo l'esca in se, ma anche l'amo e il terminale utilizzato.....
ovvero l'amo deve essere rigorosamente ben proporzionato, e il terminale lungo abbastanza da rendere l'esca ben presentabile.....
è ovvio che il pesce mangia quando ha fame anche il più brutto dei nostri inneschi.....

non dico che deve essere bello........dico che deve essere funzionale!
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Re: La presentazione dell'esca

Messaggioda dani-ca » 10/01/2014, 11:58

Per quanto mi riguarda, e per la poca esperienza che ho , non mi sto impegnando tantissimo nel confezionare l'esca se si tratta di tranci, fin ora ho fatto i trancetti quasi da manuale, ma mai nulla, per quanto riguarda i vermi idem, le poche volte i pesci hanno abboccato sia con il verme infilato per intero, infilato a S un pezzo si un pezzo no.
Sto pensando che se il pesce è in zona e sente odore o vede qualcosa va e la mangia, o la osserva o la mangia, o al massimo la osserva e se ne va.
Non credo che i pesci siano tutti uguale anche quelli della stessa specie.
Probabilmente mi sbaglio di grosso, ma questo è quello che sto pensando dalla mia esperienza.
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Re: La presentazione dell'esca

Messaggioda Marco Bolognesi » 10/01/2014, 12:07

Io credo che insieme alla scelta dello spot e del settore, in quel momento, la presentazione dell'esca sia un fattore importante per effettuare catture....poi anche io ho avuto catture su degli inneschi che definirli tali è un'offesa, ma ripeto, che la preparazione e la presentazione dell'esca siano fattori importanti!!!
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Re: La presentazione dell'esca

Messaggioda gio.surf » 10/01/2014, 12:07

ghiummu ha scritto:è importante dire, caro Giovanni, che la presentazione non riguarda solo l'esca in se, ma anche l'amo e il terminale utilizzato.....
ovvero l'amo deve essere rigorosamente ben proporzionato, e il terminale lungo abbastanza da rendere l'esca ben presentabile.....
è ovvio che il pesce mangia quando ha fame anche il più brutto dei nostri inneschi.....

non dico che deve essere bello........dico che deve essere funzionale!

avevamo già menzionato la mobilità,ed ho specificato a questo punto di parlare dell'aspetto estetico,
ed è chiaro che non innescherò mai una seppia con l'amo dell'8 :D
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Re: La presentazione dell'esca

Messaggioda ghiummu » 10/01/2014, 12:10

ma all aspetto estetico c'è poco da dire.....
visto che non è bello ciò che è bello ma è bello ciò ch piace :lol:

io infatti non vorrei che l'utenza pensasse che confeziono le mie esche per farle belle.....

ma cerco in primis di renderle appettitose :lol:
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Re: La presentazione dell'esca

Messaggioda StefanoChiavaccini » 10/01/2014, 12:26

ghiummu ha scritto:... non sono d'accordo che è il pesce che deve trovare la esca nel suo cammino.....
ma sono del parere, che deve poter essere anche l'esca a richiamare il pesce....

Spero di non andare OT ma e' da tempo che avrei voluto fare questa domanda:
perche' a differenza delle altre tecniche, nel SC non si usa pasturare ? Mi sono sempre risposto:
"ma cosa vuoi pasturare con un mare cosi' ... chissa' dove andrebbe a finire la pastura !"
ma e' corretto ?

Avevo a suo tempo cercato con "cerca" ma mi ero un po' perso ...
:lol: :lol: :lol: bibi fluo ! ... quando lo lessi stavo per radiarmi dal forum ! :lol: :lol: :lol:
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Re: La presentazione dell'esca

Messaggioda ghiummu » 10/01/2014, 12:32

StefanoChiavaccini ha scritto:
ghiummu ha scritto:... non sono d'accordo che è il pesce che deve trovare la esca nel suo cammino.....
ma sono del parere, che deve poter essere anche l'esca a richiamare il pesce....

Spero di non andare OT ma e' da tempo che avrei voluto fare questa domanda:
perche' a differenza delle altre tecniche, nel SC non si usa pasturare ? Mi sono sempre risposto:
"ma cosa vuoi pasturare con un mare cosi' ... chissa' dove andrebbe a finire la pastura !"
ma e' corretto ?

Avevo a suo tempo cercato con "cerca" ma mi ero un po' perso ...
:lol: :lol: :lol: bibi fluo ! ... quando lo lessi stavo per radiarmi dal forum ! :lol: :lol: :lol:

ti sei dato la risposta da solo.......
"con questo mare cosi????" cit.
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Re: La presentazione dell'esca

Messaggioda JoeTurbo » 10/01/2014, 12:34

Per me pasturare in condisurf non serve a una mazza, cosa che invece reputo più efficace nella scaduta inoltrata.

agli inneschi( seppia-sarda e gambero). Faccio tre legature di filo elastico e non le mummifico affatto
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Re: La presentazione dell'esca

Messaggioda bluefish » 10/01/2014, 12:48

riguardo a pasturare penso sia perfettamente inutile...ha senso pasturare se hai modo di pescare sempre nel solito punto...massimo nel giro di qualche metro...seconda cosa...il mare le correnti...andrebbero ad annullare l ammontinamento della pastura in quel dato punto...terza cosa...non è facile pasturare con precisione a 40-50metri...pensa se poi se parecchio fuori con l 'esca alla ricerca dell'orata sulla lunga distanza...è vero esistono i pasturatori...ma si parla di un altra tecnica di pesca!! no di surf!!

per quel concerne la preparazione dell'esca o del boccone...come ho scritto andando in ot nell altro topic...la ritengo una cosa molto importante...ad esempio se pesco di giorno ed uso la sarda..il piu delle volte non la rovescio..in modo che la sua livrea argentata rifletta un po di luce in modo da luccicare e attirare di piu...
se tale aspetto non avesse importanza non credo che in condizioni di mare che lo permettano staremmo a fare finali anche di due metri per renderla piu naturale nel movimento...a parità di condizioni un esca ben presentata da molte piu chance di cattura di un esca messa a casaccio...poi la pesca non è una scienza esatta...altrimenti saremmo tutti coi congelatori pieni e non saremmo qui a discutere di strategie, settori, e tipologie di lenze...le eccezzioni esistono e come... :wink:
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Re: La presentazione dell'esca

Messaggioda pierino » 10/01/2014, 13:09

in teoria l'esca dovrebbe essere:
il più prufumata possibile (ma la mia spigola più grande -su due totali- l'ho presa con canolicchio insalamoiato da mesi);
deve muoversi nel modo più naturale possibile
deve essere posizionata nel posto giusto

in pratica, poi,
se un'esca non proprio freschissima si trova adagiata sulla sabbia, ferma immobile non fluttuante e un bel pescione se la ritrova davanti al muso, probabilmente faremo strike.

io cerco di curare l'innesco, cerco di fare inneschi corposi e che emanino odori (specie d'inverno) perchè spero che oltre che sperare che il pesce ci passi davanti, possa anche attrarlo, come diceva cristian, ma reputo anche molto importante il fatto che si muova, per cui uso finali molto lunghi, magari aumentando il diametro del filo piuttosto che accorciare
si tratta sempre e solo di sensazioni.
mi è capitato di pescare le stesse mormere di un amico che pescava con un quasi paternoster (nel senso che i due ami avevano finale di circa un metro) mentre io pescavo con lo scorrevole di oltre due metri (estate, serata di mormore)
ogni volta che lanciavo dovevo recuperare un pò di filo prima di vedere le tocche, perchè il pascolo era più vicino di dove arrivava il piombo, il mio amico, con canne decatlon, lanciava e vedeva la mangiata.
ecco erchè io dico che il fattore fondamentale è il dove
però nella stessa serata abbiamo notato come le mormore gradissero molto più i conolicchi dell'americano.
Questo per confermare a me stesso che non esistono certezze e regole, bisogna sperimentare, bisogna modificare le strategie durante la pescata, ecco perchè credo che quanto descritto da Primu nel suo racconto della pescata sia da leggere e rileggere con grande attenzione.
non voglio due chili di pesce ... voglio un pesce da due chili
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Re: La presentazione dell'esca

Messaggioda ghiummu » 10/01/2014, 13:31

bluefish ha scritto:riguardo a pasturare penso sia perfettamente inutile...ha senso pasturare se hai modo di pescare sempre nel solito punto...massimo nel giro di qualche metro...seconda cosa...il mare le correnti...andrebbero ad annullare l ammontinamento della pastura in quel dato punto...terza cosa...non è facile pasturare con precisione a 40-50metri...pensa se poi se parecchio fuori con l 'esca alla ricerca dell'orata sulla lunga distanza...è vero esistono i pasturatori...ma si parla di un altra tecnica di pesca!! no di surf!!

per quel concerne la preparazione dell'esca o del boccone...come ho scritto andando in ot nell altro topic...la ritengo una cosa molto importante...ad esempio se pesco di giorno ed uso la sarda..il piu delle volte non la rovescio..in modo che la sua livrea argentata rifletta un po di luce in modo da luccicare e attirare di piu...
se tale aspetto non avesse importanza non credo che in condizioni di mare che lo permettano staremmo a fare finali anche di due metri per renderla piu naturale nel movimento...a parità di condizioni un esca ben presentata da molte piu chance di cattura di un esca messa a casaccio...poi la pesca non è una scienza esatta...altrimenti saremmo tutti coi congelatori pieni e non saremmo qui a discutere di strategie, settori, e tipologie di lenze...le eccezzioni esistono e come... :wink:

Amen :wink: ti quoto e straquoto
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Re: La presentazione dell'esca

Messaggioda primusuck » 10/01/2014, 14:34

ghiummu ha scritto:...
beh io continuerò a confezionare le esche come ho sempre fatto... renderle mobili, visibili e il più profumate possibili......

vorrei sapere come voi vivete il confezionamento,come un esca deve funzionare e perchè.......


e fai bene, anche perché così dopo una battuta senza strike non ti rimane il dubbio di aver confezionato male l'esca, ma sappi che se il pesce è in frenesia alimentare ti abbocca anche su un pezzettino di esca innescata quel poco che serve a coprire il gambo dell'amo...e a me e successo si prendere soprattutto le orate così...l'ultima da un kg lo scorso autunno, con un bibi che mi copriva a mala pena l'amo del beack 1/0.

Non credere poi che gli spot che ti regalano 60 metri d'acqua a tiro di canna abbiano un fondo senza settori...le schiumate ci aiutano si ad avere una visione esterna, ma sotto sotto :D C'è un topic bellissimo di nonnorito che studia proprio i fondali dello stretto...dato che sei bravo col pc fatti una ricerca :wink:
avete mai visto saraghi da un chilo e mezzo? Ma se li pescano appena nati!
lasciate alla specie il tempo di riprodursi...una volta i denti dei saraghi erano grossi come quelli degli asini!

Arriva il freddo ed io ripongo le canne in cantina
Ma come, proprio adesso che si inizia a pescare seriamente?
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Re: La presentazione dell'esca

Messaggioda ghiummu » 10/01/2014, 14:55

Si , Danilo, capisco ciò che vuoi dire, ma i settori a cui alludi tu , sono settori morfologici dovuti alla conformazione del fondo e delle vallate circostanti ....
settori non individuabili dal mare.....
ripeto schiumate in 6 metri di fondale post risacca(considerando che la risacca fa anche 30 mt di schiuma nella spiaggia... ) non se ne vedono.....
anche perchè i settori di pascolo riconoscibili a surfcasting, sono in quelle spiagge basse o medio basse dove , essendo più profondi , i pesci pascolano in punti meno turbolenti.....

nelle spiagge ad alta energia, i settori non sono individuabili dalla riva, e se lo sono hanno bassa valenza visto che il pesce dietro la risacca è libero di pascolare dove vuole ;)
ma non andiamo OT.... ;)
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