Ultramarine “Exploit 3/6” Una rip tutta pesca
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a cura di Maurizio “BigMau”

 

A personalissimo giudizio di chi scrive, le caratteristiche principali di una canna da Surf Casting dovrebbero essere l’elasticità e la sensibilità della vetta.

Ebbene, non ci sono canne che rispondano a tali requisiti meglio delle canne a ripartizioni di sezioni della Ultramarine. Tra queste, si distingue l’Exploit.

La canna, in due sezioni simmetriche, misura una lunghezza di 4 metri ed il suo fusto è ottenuto da una mirata mandrinatura di un connubio di carbonio altro modulo e carbonio alta resistenza.

A differenza delle altre rip commercializzate dall’Azienda di Alessandro Maccioni. L’Exploit è una canna tecnica. Infatti, lanciandoci in above od in side, si ottengo distanze anche inferiori a quelle ottenibili con una buona super tele. Per caricarla a dovere è necessaria una buona tecnica di lancio, del pendolare o, almeno, dell’OTG. E’ con tali stili di lancio che l’attrezzo si fa apprezzare ed offre il meglio delle sue prestazioni.

Dotata di un manico rigido, ma comunque gestibilissimo, in grado di immagazzinare potenza e poi renderla al piombo, lancio dietro lancio, senza affaticare il pescatore.

Ma torniamo alla maggiore peculiarità di questa canna, cioè la sua vetta.

La grande sensibilità la rende capace di segnalare anche le minime tocche e l’elasticità la fa acconsentire alla trazione che le onde esercitano sul filo, fornendo due grandi vantaggi quando utilizzata con mare molto mosso: non spiomba mai e consente di pescare con piombi più leggeri rispetto a quelli che sarebbero necessari per rimanere in pesca con un altro tipo di canna. Ciò nonostante, la canna non soffre, né nel recupero di grosse prede, né nello schiodare dal fondo persino gli spike insabbiati profondamente.

Anche con mare calmo è una canna che si fa apprezzare, specialmente nella pesca a grande distanza perché , pur consentendo gittate degne di nota, mantiene una sensibilità alle tocche veramente fuori dal comune. E’ eccezionale nella pesca all’orata, con uno 0,25 in bobina e piombo da 125 gr., ma consente, a chi ama la leggerezza, di andare a cercare i pascoli più esterni delle mormore, con fili in bobina più sottili e piombini da 100 gr.

In ground, fornisce le migliori performances in termini di gittate con zavorre comprese tra i 125 ed i 150 grammi. Il sottoscritto, che non è un longcaster, col fisso caricato con lo 0,35 con SL dello 0,70 e zavorre da 125/150 , sul campo ottiene agevolmente lanci sempre superiori, anche se di poco, ai 160 metri. Con lo 0,31 le gittate si allungano di una decina di metri. Accetta i 180, ma inizia a soffrirli.

In pendolare il piombo ideale è il 125, col quale la canna si può forzare al massimo delle proprie capacità. Con i 150 grammi bisogna ricordarsi che non si tratta di una canna da pedana. L’utilizzo in pendolare con zavorre superiori è sconsigliato.

La canna è disponibile in due diverse configurazioni: con anellatura Fuji da rotante e, a detta della Casa, con anellatura ibrida, quest’ultima con porta mulinello a vite. In realtà, l’anellatura ibrida è esclusivamente da fisso, perché, con la canna arcuata, il filo tra gli anelli tocca il fusto in almeno due punti.

Viene fornita con uno stupendo fodero imbottito, dotato di due scomparti separati. Unica pecca del fodero sono i laccetti, in nastrino di nylon, che tendono a sfilacciarsi e a divenire inservibili.

La vetta della canna è dotata del Reflex System, una verniciatura che riflette la luce della lampada, rendendo superflua l’eventuale apposizione di nastrature catarifrangenti.

Per onore di cronaca, aggiungo che l’Exploit è prodotta in altri due modelli, differenti per potenza di lancio: la 1/3 o la 2/4.