Il Muriddu
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Testo e foto di Michele Turchino

E’ un verme marino dal corpo robusto di color bruno, la sua lunghezza  può arrivare fino a 12 cm, ma nella norma è lungo 8-10 cm.
Molto differente dagli altri tipi di anellidi, il muriddu una volta innescato diviene immobile e il potere attrattivo è dovuto al colore e alla sua corposità.
Il Muriddu vive negli argini delle foci dei fiumi che sfociano sui litorali sabbiosi.
Per la sua reperibilità è necessario scavare delle buche profonde fino ad un metro, nei mesi freddi. A questo possiamo sicuramente rimediare in quanto il Muriddu ha dei costi molto contenuti, quindi conviene comprarlo nei negozi di articoli da pesca.
Per la sua conservazione si consiglia la stessa scatola in cui viene venduto. La cosa importante sarà il contenuto della scatola,  che deve essere un misto di fango, sabbia e frammenti di conchiglie, in modo da ricreare il suo habitat naturale.
Avvolgiamo la scatola contenente i vermi in uno straccio bagnato, ma non troppo, e conserviamola in un luogo fresco ad una temperatura che non deve superare i 10°. In questo modo potremmo conservare i vermi per qualche giorno.
Il Muriddu è un’esca molto polivalente, infatti è utilizzato con quasi tutte le tecniche di pesca, sia da terra che a bolentino dalla barca. Il suo più grosso impiego avviene nelle battute di rockfishing e surf casting, è usato per insidiare le mormore, le orate ed i saraghi.
Può essere adoperato tutto l’anno, innescato intero o a pezzi, in base alla stazza dei pesci presenti in loco.
La modalità di innesco è uguale a tutti gli anellidi, si passa sull’ago da innesco e poi direttamente sull’amo fino a coprire qualche cm di nylon.