Castel Porziano
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Sul litorale laziale, lungo la strada che da Ostia conduce a Torvajanica, si snoda una lunga spiaggia, meta dei pescatori locali e non.
Si tratta di un arenile lungo circa 8 chilometri.


Partendo da Ostia, dalla fine degli stabilimenti (l’ultimo è “La Marinella”) il primo tratto di 2,5 chilometri è interdetto ai comuni mortali, essendo riservato a quanti autorizzati dalla Presidenza della Repubblica, perché ricadente nella Tenuta Presidenziale di Castel Porziano e spiaggia riservata al Presidente.
Il secondo tratto si estende per 2 chilometri, tra la foce del fosso che delimita verso Sud il tratto precedente, fino ad un altro fosso (che purtroppo, da qualche anno non sfocia più in mare) che ne segna il confine con la spiaggia della Capocotta che, con i suoi 3 chilometri di lunghezza, arriva fino al confine con il Villaggio Tognazzi, appendice di Torvajanica nel Comune di Pomezia.
Quello che andremo a trattare in questa sede è il secondo tratto, riservando un prossimo articolo a quello da Capocotta a Torvajanica.


E’ la spiaggia libera attrezzata comunale di Castel Porziano, detta “I Cancelli” per via degli 8 cancelli che nella stagione balneare ed in alcune Domeniche ne consentono l’accesso dalla strada litoranea.
Gli spot maggiormente frequentati sono proprio quelli in corrispondenza dei due limiti della spiaggia, non perché siano più validi di altri punti, ma solo perché è sempre aperto il passaggio verso la spiaggia, raggiungibile con una breve camminata di 200 metri.
Settori validi, per chi ha voglia di farsi qualche centinaio di metri di cammino sulla spiaggia, si trovano tra il 2° ed il 3° cancello e tra il 7° e l’8°.
Comunque saranno facilmente individuabili anche altri settori, sia osservando il disegno delle onde, sia l’andamento e l’inclinazione della linea di battigia.
Tutta la spiaggia è esposta a SO, direzione dalla quale provengono le mareggiate più intense, ma, ovviamente, prende anche i venti dal SE al NO.
La sabbia è di granulometria medio fine, il che denota, anche dall’asciutto, un fondale non particolarmente profondo.
Comunque, lungo l’intero arenile, sono presenti difformità del fondale, con canaloni e secche che saranno i punti in cui andremo a piazzare la postazione di pesca.
Nei settori rettilinei, dopo il gradino di risacca alquanto prossimo alla battigia, troviamo una prima secca ad una trentina di metri da riva, a cui segue un canalone parallelo che conduce alla seconda secca a circa 100/120 metri di distanza dalla costa.
Le specie che maggiormente frequentano questa spiaggia sono le spigole, le mormore, i gronghi, le ombrine ed i serra, con la sorpresa di sporadici rombi, orate e saraghi.
Tra quelle appena indicate, le più ricorrenti sono le spigole in inverno e le mormore nella stagione mite, ben disposte all’abbocco, con le giuste condizioni, anche nelle ore diurne.
Le spigole gradiscono l’arenicola, l’americano, il cannolicchio, la sardina e l’occhio di canna (cappellotto); l’esca principe per le mormore è l’arenicola.
Nella stagione calda, chi ne avrà interesse potrà dedicarsi alla pesca delle specie di superficie, principalmente lecce stella, insidiabili con terminali floaterati ed inneschi a base di anellidi.
Il problema di questa spiaggia è costituito dalle alghe, che al secondo giorno delle mareggiate di provenienza meridionale infestano le acque, e la sporcizia, scaricata in mare dal Tevere, che le correnti di provenienza settentrionale ed occidentale portano verso questo lido.


I risultati migliori sembrerebbero ottenersi con le fasi montanti da SE e relative scadute e con le scadute da NO. In queste condizioni il fondo risulta aprirsi con maggiore facilità e costanza.
Da scartare le fasi delle libecciate, che per la loro violenza rendono questa spiaggia abbastanza bassa, praticamente inaffrontabile.
La spiaggia in questione sarebbe valida anche per la pesca estiva alle mormore, ma è oggetto di presenze poco raccomandabili che ne rendono poco “igienica” la sua frequentazione nelle ore notturne.