Il guadino a San Foca
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Foto e testo di Ivan Cazzato

 

Da molto tempo io e il mio amico Gianluca avevamo intenzione di fare insieme una bella battuta di pesca.
Quale occasione migliore delle vacanze di natale?
Finalmente arriva il giorno.L'appuntamento era a Lecce alle 10 e mezza.
Come al solito arrivo in ritardo ,ma solo di un quarto d'ora.Alle undici arriva Gianluca (l'appuntamento era stato spostato a quell'ora).Acquistiamo la nostra scorta di arenicole dal negozio di pesca (cinque scatole), poi ci siamo spostati verso il mercato coperto dove abbiamo acquistato un chilo di fasolari e qualche sarda; ovviamente il tutto accompagnato da degli ottimi panini,due buoni pasticciotti leccesi e due birre fresche.
Quindi arriviamo sulla zona di pesca, a San Foca e piazziamo la nostra postazione in direzione nord fuori dal molo nella zona "i brigantini".Il fondale appare misto in prevalenza sabbia,con scogli anche affioranti,con la presenza di grossi blocchi di cemento frangiflutti e la profondita' a tiro utile di canna di sei, sette metri.
Il nostro bivacco molto in bilico sui blocchi con il vento che dondolava sia noi che la nostra attrezzatura.
Per tutta la giornata un vento gelido spirante da tramontana ci ha flagellato senza nessun risultato.


Al tramonto Gianluca nota un movimento inconsulto della sua canna.
Dopo aver ferrato nota un qualcosa che si faceva sentire per la sua stazza,come un cane tenuto al guinzaglio.
Capiamo subito che era una spigola di notevoli dimensioni che aveva gradito l'innesco a base di fasolare, il filo dello 0.26 con un bellissimo parastrappi del 0,50 fischiava tesissimo sotto lo spirare del vento.Dopo un quarto d'ora di combattimento vediamo affiorare la sagoma della bestia che sembrava fissarci con tono di sfida.La distanza tra noi e lei era di appena un metro e mezzo e per salparla si doveva sollevare il terminale causa la mancanza di guadino(non lo porto per scaramanzia).Un nodo stringeva la parte alta del terminale fluorocarbon quando solleviamo la spigola e il filo raggiunge la tensione massima si sente il piu brutto dei rumori,come una frusta che ti lacera il viso: quello del filo spezzato.
Lo splendido essere si volta e ci lascia con un palmo di naso.


Ha vinto lei era destino.Torneremo ad insidiarla questa volta muniti di guadino, non per punirla ma per vincere la sfida che lei ci ha lanciato.

Piu tardi solo una mormora e' venuta fuori con l'arenicola.
Poi la delusione della perdita ci ha fatto abbandonare il campo.Ognuno e' tornato alla propria abitazione raccontando l'accaduto.
Ma chi credera' mai che quella spigola pesava sui cinque chili? Non fa niente prima o poi gliela presenteremo.