OSTIA (..la magia del SURF..)
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Dopo aver notato una settimana fa questo tratto della costa laziale, ho pensato che il weekend successivo ci sarebbero stati tutti i presupposti per tentare una battuta di surf.


Cercando di reperire più informazioni possibili, sulle esche utilizzabili, sulla morfologia di fondale presente, ho deciso di partire la mattina di domenica, anche perché mi è stato sconsigliato da vari ragazzi del posto, di appostarmi di notte da solo.
Verso le 7.30 circa, finito di parcheggiare la macchina (in modo molto visibile dalla spiaggia!!), ho caricato sulle spalle tutta l’attrezzatura e incrociando due ragazzi che avevano appena fatto la notte ho saputo che avevano preso un bel grongo di un metro e ne avevano persi altri due..

Visto il mare abbastanza mosso, la presenza di forte corrente, di vento e di alghe, ho deciso di utilizzare i reggicanna singoli e non il classico treppiedi.
Scartati i vermi che avevo acquistato la sera precedente, optavo per utilizzare una montatura scorrevole con il coreano, una scorrevole con il muriddu e una scorrevole con finale d’acciaio innescato con filetto di sarda (non si sa mai, che un predatore la gradisca!!!??)

Purtroppo le nuvole che minacciavano un acquazzone, decisero che era giunto il momento di far diventare le loro minacce in una certezza..
Beh, di certo cominciavo a pensare che il tempo non era dei più comodi per pescare in tutta tranquillità ed in più c’erano gli odiosi granchi che “lucidavano” i miei gamakatsu in due minuti..
Trasformati i miei inneschi in pop-up con l’aiuto di un po’ di polistirolo, era arrivata l’ora di fare uno spuntino, ma di mangiate in canna non se n’era vista neanche una..
Passeggiando per vedere se sulla spiaggia c’era qualche traccia di altri pescatori, mi sono accorto di un sussulto diverso da quello del moto ondoso sul cimino di una delle tre canne, arrivato a ridosso della postazione di pesca, ho avuto la conferma che la preda si era “autoferrata”, ed iniziato il recupero ho visto affiorare la livrea di una bella orata sui 400-500 grammi; neanche il tempo di trascinarla sulla sabbia che con la coda dell’occhio vedevo sul cimino, che “sua sorella gemella” stava banchettando con l’esca dell’altra canna.
Mi sono ritrovato con una sola canna in pesca e due pesci sulla sabbia, che bella la MAGIA del SURFCASTING!!!

Ormai la pioggia diventava insostenibile ed ero praticamente zuppo d’acqua, tanto che verso le 15.30 decidevo di cominciare a fare le valigie e di buttare i vermi rimanenti; ma ecco che accadeva quello che tutti i pescatori hanno sempre sognato, dopo aver chiuso le prime due canne, l’ultima canna mi ha riservato l’emozione finale: un sussulto del cimino che si è trasformato in una bellissima orata, leggermente più grande delle due precedenti.
La voglia di tentare un ultimo lancio era grande, ma ormai i vermi non c’erano più..

Sono soddisfatto di una spiaggia che non avevo mai provato, e per il predatore da record sarà per la prossima volta, intanto mi tengo stretto le mie tre oratine..