Vale la pena ripeterlo
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Siamo in pieno inverno e molti pescatori rallentano, come le nostre prede, la propria attività. Del resto, in questo periodo le difficoltà che s’incontrano sono notevoli e non tutti sono attrezzati per affrontare al meglio sessioni di pesca che si devono svolgere spesso in condizioni ambientali proibitive.

E’ questo, quindi, il periodo dove è possibile dedicarci di più alla preparazione dell’attrezzatura, allo studio di nuove tecniche, alla programmazione di uscite future e perché no, a leggere con più attenzione tutto quello che riguarda la nostra tanto amata disciplina. Tale considerazione mi porta ad affrontare, per l’ennesima volta, un argomento sul quale le parole non sono mai troppe né inutili: il rispetto ambientale. Sembra superfluo, addirittura scontato, ma credetemi non lo è; basta osservare, infatti, tra qualche mese, le spiagge, le anse rocciose e le postazioni più gettonate per renderci conto che nonostante i “fiumi” di parole spese su tale argomento, il comportamento di molti è e rimane a dir poco incivile. Tuttavia, credo che la buon’educazione e il rispetto per la natura, dovrebbero essere valori di tutti e non solo di un buon pescatore, che in ogni caso è tenuto a dare il buon esempio promuovendo, la dove è possibile, opere di pulizia. Sicuramente, molti pescasportivi sono e rimangono sensibili alle problematiche legate al rispetto dell’ambiente, in tutte le sue forme, ma purtroppo alcune “pecore nere” con tutto il rispetto per il nostro amico ovino, insistono in atteggiamenti poco rispettosi, che vanno a discapito di tutta la categoria. Del resto, anche all’estero, ci riconoscono oggi un livello tecnico elevato, tanto che i nostri agonisti sono considerati tra i migliori al mondo; purtroppo, però, in molti casi non hanno di noi la stessa considerazione per quanto riguarda l’etica. Sta’ a tutti noi cambiare questa brutta tendenza, “urlando” a chi sembra non aver orecchi che un comportamento rispettoso verso l’ambiente è obbligatorio, il biglietto da visita d’ogni buon pescatore. Spesso, è capitato a molti di noi, nell’allestire la nostra postazione siamo costretti ad eseguire un’opera di bonifica preventiva, liberando la piazzola dai rifiuti che, nella migliore delle ipotesi, sono raccolti in sacchetti di plastica e poi abbandonati in spiaggia o, ancor peggio, infilati in un cespuglio, come se dovesse passare qualcuno a ritirarli. Un atteggiamento vergognoso, incivile, che non merita commento, se non quello che questi individui con il nostro sport non hanno nulla a che vedere. In buona sostanza, è necessario riflettere attentamente sul nostro comportamento: durante le lunghe sessioni di pesca, infatti, ci trasformiamo in veri e propri campeggiatori ed è bene, quindi, prendere tutte quelle precauzioni necessarie a rendere sì il nostro soggiorno piacevole, ma anche rispettoso nei riguardi dell’ambiente che ci circonda. I problemi, però, non si fermano a questo. Ricordiamoci che l’amore per l’ambiente in cui operiamo deve essere totale e quindi riguardare anche i pesci, specialmente quando si tratta di prede sotto misura che devono obbligatoriamente essere rilasciate. Inutile porre l’accento su quanto l’etica stessa del pescatore modello si basi su tale principio, ma le parole e i buoni propositi non bastano. Spesso, nel manipolare le nostre piccole prede, siamo superficiali e poco rispettosi; non dimentichiamo che una volta recuperati e portati a secco, i pesci sono esausti e soggetti a facili traumi. Poniamo quindi la massima attenzione nel compiere tutte le operazioni che precedono il rilascio, cercando sempre di ridurre al minimo il tempo in cui li separiamo dal loro ambiente naturale: il mare. Infine, è bene ricordare che nel compiere questa delicata operazione, se vogliamo aumentare le possibilità di sopravvivenza del nostro “piccolo amico”, è preferibile tagliare immediatamente il finale, senza prenderlo tra le mani, lasciando l’amo in bocca al pesce, senza cercare di slamarlo, un’operazione spesso deleteria ai fini del rilascio. Solo così la nostra minuscola preda potrà tornare libera di nuotare e crescere, per regalarci in seguito un’altra entusiasmante cattura.

 

Alfonso Vastano