Largo ai giovani
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Sicuramente il settore della pesca sportiva non vive una delle sue stagioni migliori e molte sono le cause e pochi i rimedi; tuttavia il futuro, a mio avviso, è meno nero di quanto non lo si voglia dipingere e se c’è una cosa che mi porta a ben sperare è l’apprezzabile presenza dei giovani in alcune discipline e, cosa sorprendente e a me graditissima, tra le fila dei nostri lettori.

Sinceramente ci speravo, ho fatto molto perché ciò accadesse e vedere oggi che il parco dei nostri assidui sostenitori è composto nella grande maggioranza da pescatori in erba è il regalo più bello che mi potevo aspettare. Inutile e sciocco negarlo, se vogliamo che il nostro amato sport continui a vivere e a prosperare dobbiamo rivolgerci con grande attenzione al mondo giovanile, iniziando a coltivare “l’orticello” fin dalla giovanissima età. Del resto lo si sa, le grandi passioni, e la pesca lo è, nascono quando siamo bambini e, se ben alimentate, anche se possono conoscere pause e ripensamenti, prima o poi esplodono e ci accompagnano per tutta la vita. Diverso il discorso quando ci avviciniamo ad uno sport in età adulta: intendiamoci, nulla di male in questo, anzi, certamente però le difficoltà che si incontrano sono maggiori, le aspettative spesso diverse e anche l’approccio stesso con l’etica, in molti casi, non è sempre quello giusto. Il mondo sta cambiando velocemente e non sempre in positivo; ebbene, la pesca non fa eccezione ed è necessario rimanere al passo con i tempi, rivolgendo sempre uno sguardo attento ai problemi ambientali che oggi incalzano in modo drammatico sul futuro del nostro pianeta. Fino a non molto tempo fa andare a pesca rappresentava si uno svago, ma per la mia generazione e ancor di più per quella precedente, era impensabile non portare a casa il pesce, quale che esso fosse: in altre parole, effettuare un rilascio era un evento non raro, bensì impossibile. Oggi le cose sono radicalmente cambiate e sono in molti a praticare il catch and release indipendentemente dalle misure di legge che vanno sempre e in ogni caso rispettate. Un segno positivo dei tempi, un segnale di grande civiltà che proprio i giovani raccolgono con maggiore impegno e sensibilità. Intendiamoci, non voglio assolutamente colpevolizzare chi non lo pratica, ci mancherebbe, portare a casa una bella preda per la gioia degli amici e della buona tavola è cosa assai gradita a tutti e auspicabile, dico soltanto che iniziare a pensare alla pesca solo come puro divertimento è segno che i tempi stanno cambiando e che l’uomo può ben comportarsi, senza diventare sempre e in ogni caso uno spietato “predatore”. Un invito a tutti, quindi, a salvaguardare il nostro patrimonio ittico, evitando inutili sprechi e in qualche caso spregevoli mattanze un evento, ahimé, gia assai frequente, causa di comportamenti scorretti perpetrati da alcuni pescatori professionisti che, con mezzi non sempre leciti e non rispettando le leggi, massacrano le nostre coste e i nostri pesci. Largo quindi ai giovani, nella speranza che possano essere più saggi dei padri nel salvaguardare la natura in tutte le sue forme. Dobbiamo tutti Investire in tal senso, dalle aziende alle riviste specializzate, per finire alle associazioni di settore e in primis alla Federazione che ricopre in questo campo un ruolo assai importante. Da parte mia continuerà, sia tramite le pagine di questa rivista, sia nella vita professionale, l’impegno mirato alla formazione dei giovani per trasmettere loro la grande passione della mia vita, l’amore per il mare e per la pesca, nella speranza che siano sempre di più i ragazzi che si avvicinano a questo mondo affascinate e a questo sport sano, in grado di regalare sempre forti emozioni.

 

 

Alfonso Vastano

Ultimo aggiornamento ( Sabato 06 Marzo 2010 16:04 )