Stop: divieto di pesca
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Incomincia l’estate e con essa anche tutte le polemiche riguardanti i divieti per le varie tecniche e nei differenti luoghi di pesca. In realtà, la diatriba ha poco da essere discussa soprattutto per quelle leggi che da molti anni esistono sul nostro territorio nazionale.

Il divieto di pesca dalla spiaggia dalle 8,00 del mattino alle 8,00 di sera incomincia, salvo diverse disposizioni della capitaneria diporto che possono essere consultate nelle suddette sedi, il 15 maggio e termina il 15 settembre. La motivazione è ovvia ed è mirata a consentire ai praticanti della spiaggia sia la balneazione che una sicura presenza sul litorale. La non osservanza di tale legge prevede una multa e pertanto non risulta opportuno rischiare in tale senso. In alcune zone, come in provincia di Grosseto, sono state istituite delle zone di arenile, grazie anche all’interessamento dei pescatori e della FIPSAS, dov’è possibile praticare la pesca anche nelle ore diurne e si auspica che, almeno dove le zone di spiaggia sono ampie, questa iniziativa possa essere ripetuta a vantaggio di tutti i praticanti. Nelle ore serali la pesca è consentita, ma la zona utilizzabile quando si è in presenza di stabilimenti balneari è solo quella del bagnasciuga e più precisamente gli ultimi 5 metri prima di toccare l’acqua. In ogni caso non si deve in alcun modo utilizzare sdraio e altri accessori di proprietà dello stabilimento senza il relativo permesso e con l’accortezza di rimettere a posto il tutto prima del termine della battuta. Va da sé che la principale regola che il pescatore deve osservare è quella del rispetto del territorio che utilizza e pertanto non devono essere abbandonati ami, fili, mozziconi di sigarette e tutto ciò che inquina per non doversi trovare a discussione. La principale problematica di una cattiva convivenza con i proprietari dei bagni è causata, generalmente, dall’inciviltà dei pescatori che utilizzano sedie e lettini a volte sporcandoli con esche o pesci e senza riporli, che abbandonano l’immondizia, che calpestano arenili setacciati e lisciati con tanta fatica per il giorno successivo e che intralciano, quindi, l’operato di chi con questo lavoro si deve guadagnare da vivere. Stesso discorso di rispetto è alla base di molti divieti attuati anche nei porti e sulle scogliere antemurali. Motivo principale di tale limitazione è un problema di sicurezza accentuatosi dopo i fatti del terribile 11 settembre che hanno fatto alzare i livelli di guardia. Tutti i porti sono, infatti, ritenuti obiettivi sensibili e pertanto non è gradita la presenza incontrollata di gente, soprattutto in quelli a carattere commerciale o militare come, ad esempio, La Spezia. Sono pertanto in vigore delle distanze minime da mantenere da questi manufatti per effettuare l’azione di pesca e le stesse, insieme a tutte le indicazioni specifiche riguardanti ogni singolo posto, possono essere reperite nelle capitanerie di porto. In tutti i porti turistici dov’è consentita la pesca è indispensabile mantenere un comportamento corretto e responsabile per non causare spiacevoli inconvenienti che potrebbero in futuro limitare il divertimento di tutti. Al detto “il porto lo fa il marinaio” si potrebbe tranquillamente sostituire che “il porto lo fa il pescatore” e pertanto ogni nostro comportamento deve essere calibrato per non recare danno o disturbo. Bisogna ricordare che il pescatore non è il padrone né del porto né degli oggetti che contiene e pertanto non si può salire sulle barche, sporcare le stesse con esche di vario genere, intralciare la normale circolazione del porto sia a terra che in mare e soprattutto bisogna essere prudenti e responsabili. Quindi, con rispetto di tutte le regole e buona educazione i posti per pescare risultano molteplici e i divieti, seppur fastidiosi, possono essere meglio accettati se si capisce principalmente la loro motivazione e ci si adopera per migliorare la situazione esistente grazie anche all’aiuto delle federazioni locali che sono sempre attente alle “giuste” esigenze dei pescatori. A tale proposito è bene che tutti, nel loro piccolo, si adoperino affinché anche i diritti di molti pescatori, spesso giovanissimi ed anziani, abituali frequentatori dei porti, possano in futuro essere riconquistati al fine di riappropriarsi di un po’ di quel territorio che permette loro di svolgere al meglio la propria passione.

 

Alfonso Vastano