Evoluzione e cura dello spirito
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Nell’era delle attrezzature super tecnologiche forse qualcosa comincia a mancare: lo spirito giusto di affrontare una battuta di pesca.

Sembrano ormai lontani i tempi quando anche in Italia si muovevano i primi passi nella pesca intesa come sport: da allora molte cose sono cambiate e anche nel nostro Paese si sono fatti “passi da gigante” sotto l’aspetto tecnico e finalmente la nostra grande passione oggi rappresenta una solida e concreta realtà per migliaia di persone. Attrezzature futuristiche, canne e mulinelli dalle prestazioni impensabili solo pochi anni fa, accessori super tecnologici in grado di accontentare anche l’agonista più esigente e ricercato. In sostanza, il mondo della pesca sportiva ha subito in questi ultimi anni un’evoluzione sorprendente, tanto che oggi il mercato mette a nostra disposizione una quantità di prodotti elevatissima da lasciarci spesso disorientati. A questa continua e inarrestabile evoluzione tecnica, però, non sempre è seguito un altrettanto adeguamento etico, perlomeno non nel nostro Paese e in alcuni casi, addirittura, si registrano episodi tali da farci rimpiangere i tempi in cui era difficile trovare anche il minimo indispensabile per la nostra tecnica, ma la passione, il rispetto per la natura e gli altri erano tali da rendere il nostro sport un modello di comportamento da prendere ad esempio e a cui far riferimento. Può sembrare retorico, ma in quegli anni, parlo di alcuni decenni fa, lo spirito d’avventura, la voglia di stare insieme e l’amicizia, un valore importantissimo, giocavano un ruolo decisivo; oggi molti si avvicinano alle nuove discipline solo per ricavarne vantaggi tecnici ai fini d’aumentare il numero delle catture, senza preoccuparsi minimamente dell’aspetto etico che tale scelta comporta. L’evoluzione è giusta e in molti casi ci aiuta a vincere le nostre “battaglie” con un avversario sempre più scaltro e diffidente. Del resto, il mondo cambia e cambiano anche i pesci, tanto che, indipendentemente dall’indiscutibile diminuzione, la loro cattura è sempre più difficile e richiede sistemi ed attrezzature sempre più sofisticate. Detto questo, però, non dobbiamo esagerare con questo aspetto, altrimenti rischiamo di innescare comportamenti poco edificanti e che nulla hanno a che vedere con lo sport. Spesso, infatti, gelosie e stupidi eccessi di protagonismo ci fanno dimenticare quello che è e dovrebbe essere lo spirito giusto, quello necessario per accompagnare e rendere piacevoli ed indimenticabili le nostre battute di pesca, dove l’obiettivo principale è quello di trascorrere ore spensierate, magari in compagnia di un amico, il tutto nel pieno rispetto dell’ambiente che ci circonda. Inoltre, in molti casi assistiamo ad un vero e proprio sfoggio dell'attrezzatura, il tutto per evidenziare uno “status simbol”, salvo poi assistere a scene in cui un “anziano” pescatore, posto a pochi metri da noi, utilizzando quella che volgarmente chiamiamo una “canna da pomodori” ci umilia con ripetute catture, mentre noi, con un’attrezzatura costata centinaia di euro, rimaniamo basiti ed increduli ad osservare. A tale proposito, pur nutrendo grandi speranze nei giovani che rappresentano il volano ed il futuro per il nostro sport, invito tutti a portare il massimo rispetto per i più anziani, “vecchi” pescatori dai quali c’è sempre molto da imparare. Detto questo, non vorrei essere frainteso, niente di male in questo, anzi, possedere ed impiegare una buona attrezzatura fa piacere a tutti ed è il sogno di ogni pescatore; tuttavia, sarebbe bene che oltre a ciò ci fosse anche la sostanza. In altre parole, una volta ci “accampavamo” in riva al mare con canne ed accessori che oggi farebbe sorridere, ma con tanta passione, rispetto per la natura, per il prossimo e per il nostro amato sport, ma principalmente con tanta voglia di stare insieme. Non vorremmo mai rimpiangere quei tempi.

 

Alfonso Vastano