Il mare oggi
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Tutti dicono che il mare non è più quello di una volta, che le specie marine si riducono con il passare del tempo, si potrebbe pensare,saranno i soliti allarmismi, le solite notizie date per “FARE NOTIZIA” e invece non è così purtroppo. Non ci si mette molto a scoprire che l'impoverimento del mare è reale e ogni anni di più sempre più drastico, basta farsi una bella chiaccherata con qualche vecchio pescatore magari nostro nonno o ancora meglio nostro padre per capire che il mare non è quello di una volta. Oggi quando andiamo a pesca e prendiamo un pesce, siamo felici perchè tante volte abbiamo fatto cappotto. Prima si pescava con una canna di bambù, un filaccione dello 0,50 e magari come esca qualche lumaca di terra!!...oggi?.... fili sottilissimi, le esche più varie i calamenti più tecnologici....per cercare di insidiare quei pochi pesci rimasti....ma perchè tutto questo come mai??.. molte sono le cause, naturalmente tutte imputabili all'uomo. Inquinamento, effetto serra, sversamenti umani in mare..ma anche la pesca. E certamente non parliamo di pesca sportiva, di noi cannisti che peschiamo qualche pesce ogni tanto...parliamo della pesca illegale. Oggi “grazie” alla pesca illegale molte specie, come cetacei, il tonno rosso o il pesce spada, rischiano di scomparire per sempre. Tante altre sono vittime di metodi di pesca non selettivi come le decine di migliaia le tartarughe che, ogni anno, vengono catturate per sbaglio, per non parlare della distruzione di delfini e squali. La pesca illegale continua ininterrottamente a danneggiare, oltre all’ambiente,e le specie ittiche anche chi utilizza legalmente le risorse del mare . Solo nel 2007 la Guardia Costiera ha sequestrato 700km di reti spadare usata illegalmente nelle acque italiane: sapete quanto sono 700 km??....provate a fare la tratta Napoli Genova, ve ne renderete conto. Ma non e tutto qui. Non si distruggono a volte solo le specie marine ma anche la fauna del mare. Come??? Con la pesca a strascico che distrugge anche le profondità oceaniche, e ha esteso le sue pratiche di pesca insostenibile fino a sfruttare gli abissi incontaminati e le montagne sottomarine. La pesca a strascico è utilizzata anche in fondali meno profondi, a volte con effetti altrettanto devastanti, in particolare quando si esercita su fondali rocciosi o sulle praterie di posidonia come quelli che caratterizzano il nostro mare e sono le zone più popolate del mare. La pesca a strascico prevede che delle enormi e pesanti reti da pesca vengano trascinate lungo i fondali. Le larghe placche metalliche e le ruote di gomma attaccate a queste reti si muovono sui fondali spazzando via qualsiasi cosa lungo il loro percorso. Sappiamo che le forme di vita presenti sui fondali sono molto delicate e reagiscono molto lentamente a questi danni: servono decine, centinaia di anni per un recupero totale, ammesso che un recupero completo sia davvero possibile. Ma il lato più distruttivo di questa pesca e che viene distrutto tutto anche il novellame che viene spazzato via e distrutto. Ecco come muore il mare. Si dovrebbe andare verso una pesca professionale più selettiva, verso la piccola pesca fatta di gozzi di pescatori che vivono sul mare che lo rispettano, tutelando le specie ittiche e sapendo che il mare per avere futuro deve essere sfruttato nella maniera più giusta. Spero che l'uomo capisca questo mondo che ci dà la vita deve essere tutelato affinchè le future generazioni possano vivere una felice esistenza. Chissà se riusciremo a capirlo..... Fabrizio Ercolani

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 05 Marzo 2010 18:45 )