I nodi per ami a paletta (Sezione 4)
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Sezione IV
(nodi per ami a paletta)

Nodo standard a crescere

 

E' un ottimo nodo capace di prestazioni notevoli per tenacità e resistenza, ma non di facilissima
esecuzione; infatti nella fase dell'avvolgimento il filo viene ruotato su se stesso ed assume la tendenza
ad arricciarsi quando si giunge alla stretta finale. Per limitare l'inconveniente occorre usare una buona
quantità di filo in modo che la torsione venga meglio distribuita.

 

  1. Si forma sul filo terminale un anello di almeno quindici centimetri di diametro e lo si affianca al gambo
    dell'amo nel tratto in cui i fili si trovano paralleli.
  2. Con l'indice ed il pollice della mano sinistra si tiene l'estremità del gambo con la paletta ed i fili
    affiancati, quindi li si avvolgono a scendere per almeno cinque volte con il tratto di anello la cui
    prosecuzione è costituita dal capo libero.
  3. Tenendo ferme le spire in modo che non si accavallino, e dopo avere ben lubrificato, si richiama la
    lenza principale fino a che il grande anello non è passato tutto al di sotto delle spire avvolgenti.
  4. Agendo ora in modo contrapposto sul corpo di lenza e sul capo libero si fanno serrare bene le spire,
    quindi si fa addossare il nodo alla paletta e si completa la stretta finale ripetendo la trazione
    contrapposta. Si conclude tagliano il capo libero a due millimetri dal nodo.


Nodo standard a salire

Lo standard a salire è una variante del nodo precedente da cui si diversifica per la direzione di
avvolgimento e per il fatto che viene stretto richiamando per primo il capo libero, cosa che consente
di mantenere l'amo esattamente nel tratto di filo nel quale è stato posizionato all'inizio.

Questa caratteristica oltre alle altre già viste lo rende particolarmente utile in tutti quei casi in cui sono
richiesti montature e finali a più ami ravvicinati o posizionati con precisione.

  1. Si inizia formando il grande anello ed affiancando al gambo dell'amo i fili nel punto in cui corrono
    uniti, avendo cura che il capo libero sia rivolto verso la punta dell'amo.
  2. Prendendo la parte di anello la cui prosecuzione è costituita dal corpo della lenza, la si avvolge
    attorno al gambo dell'amo ed ai fili affiancati salendo dal collo verso la paletta.
  3. Dopo aver eseguito cinque o più spire, che dovranno essere mantenute ferme con le dita, si mette in
    tensione il capo libero fino a che l'anello non passa tutto attraverso le spire.
  4. Si procede alla lubrificazione e si stringe il nodo agendo con precisione sia sul capo libero che sul
    corpo della lenza. Completata questa fase si fa scorrere il nodo contro la paletta e si taglia il filo
    eccedente a un millimetro dal nodo.

 

Nodo semplice

E' questo uno dei nodi più usati, per la facilità e rapidità di esecuzione oltre che per la notevole
affidabilità, riesce infatti a conservare dal novanta al novantacinque per cento del carico di rottura del
filo impiegato.

  1. Si inizia affiancando il gambo dell'amo ed il filo a circa quindici centimetri dall'estremità.
  2. Con la sinistra si tiene fermo l'amo per il collo unitamente al filo e con il capo libero nell'occhiello
    che si era formato all'inizio delle spire. A seconda del lato dell'occhiello prescelto per fare entrare il filo
    avremo il capo libero perpendicolarmente oppure parallelo al gambo dell'amo.
  3. Dopo avere lubrificato si stringe il nodo agendo prima sul filo principale, che permette di serrare
    l'anello, poi sul capo libero e di nuovo sul filo principale trattenendo l'amo, in modo da portare il nodo a
    contrasto con la paletta. Si conclude tagliando il capo libero a due millimetri dal nodo.


Nodo Uni per ami a paletta

Alla base del sistema UNI vi è un nodo così versatile ed efficace da poter essere utilizzato in molte
circostanza. Nella versione adatta per gli ami a paletta riesce a conservare fra l'ottantacinque ed il
novanta per cento del carico ci rottura della lenza impiegata, ma molto dipende dalla qualità
dell' esecuzione.

  1. Preso il terminale lo si affianca al gambo dell'amo a circa quindici centimetri dall'estremità. Poi si
    torna formando un ampio anello, avendo sempre una decina di centimetri di filo a disposizione.
  2. Nell'anello di filo che si è formato si fa passare il capo libero avvolgendo sia il gambo che il filo che si
    trova affiancato. Si ripete l'operazione da un minimo di quattro ad un massimo di sette volte a seconda
    della consistenza che si vuol conferire al nodo e del diametro del filo.
  3. Si lubrifica adeguatamente e si procede a richiamare il capo libero facendo chiudere le spire attorno
    al gambo. Con troppe spire questa operazione risulta difficoltosa ed è necessario agire sulla lenza
    principale, cosa che non permette all'anello di filo esterno di avvitarsi portandosi sopra le spire già
    avvolte.
  4. Si stringe definitivamente il nodo. Si conclude tagliando il capo libero ad un millimetro del nodo.