I nodi per le girelle (Sezione 3)
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Sezione III

I nodi per le girelle

Il nodo Uni

 

Il sistema Uni, che incontreremo anche nella sezione dedicata agli ami a paletta, è imperniato su di un
nodo base che è validissimo anche per gli anelli delle girelle, degli ami e degli artificiali.
La sua capacità di resistenza è normalmente compresa fra il novanta ed il cento per cento del carico
di rottura della lenza impiegata ed inoltre l'esecuzione si presenta semplice e rapida.

1) Si inizia introducendo per una ventina di centimetri l'estremità della lenza all'interno dell'anello.
Si torna quindi indietro affiancando per un breve tratto il capo libero al corpo di lenza e creando un
occhiello di filo riportando il capo libero in prossimità dell'anello.
2) Passando con il capo libero all'interno dell'occhiello si avvolgono i fili doppiati fino a formare sei
spire.
3) Si agisce sul capo libero tirandolo fino a che le spire non hanno preso la posizione accostata.
4) Si lubrifica adeguatamente e, mantenendo fermo l'anello, si tira ancora il capo libero fino a che il
nodo è ben stretto. Si passa quindi ad agire sul corpo di lenza portando il nodo ad azzeccarsi contro
l'anello metallico. Si conclude tagliando il capo libero a due millimetri dal nodo.

 

Il nodo Clinch

Il nodo Clinch dimostra tutta la sua vitalità quando viene eseguito su lenza doppia risultando in grado
di conservare sempre valori superiori al novantacinque per cento del carico di rottura della lenza
impiegata; a patto che l'esecuzione sia corretta, cosa non facile in quanto le numerose spire debbono
rimanere perfettamente parallele senza accavallamenti.
E' adatto a lenze fini e medie perchè le lenze di grosso spessore, superiori allo 0,50 sono difficili da
stringere.

1) Si inizia raddoppiando per almeno quaranta centimetri il tratto terminale della lenza, quindi se ne fa
penetrare la metà dentro l'occhiello dell'attrezzo.

2) Si torna indietro con l'asola e si avvolge attorno al corpo di lenza ed al capo libero per tre giri e mezzo.
Con lenze molto fini i giri debbono essere aumentati almeno a cinque e mezzo. In questa fase l'asola
deve ruotare su se stessa in moda da conservare il parallelismo fra le spire.

3) Si torna verso il basso e si fa passare la testa dell'asola nello spazio delimitato dalle due coppie di fili
sopra dell'occhiello.

4) Si lubrifica adeguatamente e si mette in tensione la testa dell'asola per far serrare le spire verso il
basso. Si completa la stretta agendo con forza e rapidità sul capo libero e sul corpo di lenza.
Si conclude tagliando l'asola ed il capo libero a due millimetri dal nodo.

 


Il nodo migliore?

Questo nodo è risultato il vincitore di un concorso indetto dalla Dupont, i cui esperti lo hanno qualificato
come il più nuovo, semplice ed efficace fra le varie centinaia presenti in gara.
I test di laboratorio hanno dimostrato che è in grado di conservare valori sempre prossimi al cento per
cento del carico di rottura della lenza impiegata. E' indicato per lenze fini o medio fini.

1) Si inizia doppiando per una diecina di centimetri il tratto terminale della lenza facendola poi penetrare
nell'occhiello per almeno tre centimetri.

2) Si porta indietro l'asola terminale addossandola alla lenza raddoppiata che è in prossimità
dell'occhiello in modo che questa la possa superare realizzando una leggera ansa.

3) Si prende il capo libero e lo si fa passare fra l'ansa e l'asola, poi dentro l'anello che si è formato sopra
ai fili doppiati.

4) Si lubrifica e, ponendo in trazione il capo libero ed il corpo di lenza, si porta il nodo a stringersi contro
l'occhiello dell'attrezzo. Si conclude tagliando il filo eccedente a due millimetri dal nodo.

 

Il clinch a tre giri e mezzo

Il clinch a tre giri e mezzo è una versione ridotta dell'Improved che però meglio si adatta ai fili di grosso
diametro, troppo rigidi per seguire un intreccio complesso. Si tratta di un nodo semplice, con solo tre
spire, ma che è in grado di conservare almeno l'ottantacinque per cento del carico di rottura della lenza
impiegata.

1) Si inizia facendo penetrare il filo terminale dentro l'anello dell'attrezzo per almeno una ventina di
centimetri. Poi, tornando indietro, con il corrente si formano tre spire e mezzo sul corpo di lenza.

2) Si scende quindi verso il basso si fa penetrare il capo libero attraverso lo spazio che il nailon ha
formato immediatamente sopra l'anello dell'attrezzo.

3) Mantenendo il filo in posizione, si lubrifica adeguatamente e si procede a tirare con forza prima il
capo libero poi il corpo di lenza. Si conclude tagliando il filo in eccedenza a tre millimetri dal nodo.

 

Il nodo Improved clinch

Il nodo Improved Clinch è uno dei più noti ed impiegati da parte di quei pescatori che fanno uso di
artificiali o comunque di attrezzi muniti di anello. Facile e rapido da eseguire è in grado di conservare
dal novantacinque al cento per cento del carico di rottura della lenza prescelta, purchè si rimanga su
iametri piccoli e medi, mentre per le lenze più grosse è opportuno ricorrere alla variante del clinch tre giri
e mezzo.

1) Si comincia facendo penetrare nell'anello una decina di centimetri del filo terminale, che verrà poi
portato indietro ed affiancato al corpo di lenza.

2) Con il corrente si avvolge il corpo di lenza per almeno sei volte dando luogo ad altrettante spire,
quindi si fa passare il capo libero nella breve asola che si è venuta a formare al di sopra dell'anello
metallico.

3) Nel far questo si è costruito un occhiello di filo che corre parallelo alle spire ed attraverso il quale il
capo libero dovrà essere fatto ulteriormente passare.

4) Si lubrifica accuratamente quindi si tende il capo libero in modo che le spire si accostino. Tenendo
fermo l'attrezzo si passa ad agire sul corpo di lenza fino a che le spire non si sono azzuccate contro
l'anello metallico. Si conclude tagliando il capo libero a due millimetri dal nodo.