I nodi per amo ad occhiello (Sezione 5)
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Sezione V

I nodi per amo ad occhiello

 

Il Palomar

 

Il nodo Palomar è un nodo che viene eseguito direttamente sull'occhiello di una
girella,
di un artificiale o di un amo ad anello diritto, per cui può risultare utile in
moltissime occasioni.
Di esecuzione quanto mai semplice è da tenere presente come uno dei nodi più
affidabili per
la consistenza e la grande resistenza che lo porta a conservare fra il novantacinque
ed il cento per cento
del carico di rottura della lenza impiegata.

  1. Si inizia doppiando il terminale di lenza per una ventina di centimetri
    introducendone la metà
    attraverso l'occhiello dell'amo.
  2. Tornando indietro con l'estremità della lenza doppiata si esegue un ampio nodo
    semplice avvolgendo
    il corpo di lenza ed il capo libero, lasciando pendere l'amo verso il basso.
  3. Si prende l'asola terminale, la si allarga e vi si fa penetrare l'amo, quindi la
    si porta verso l'alto
    dove i fili doppiati si incrociano.
  4. Si procede alla lubrificazione e, tenendo fermo l'amo, si agisce con forza
    unitamente sul corpo di
    lenza e sul capo libero fino a che il nodo non si è ben stretto appena al di sopra
    dell'anello.
    Si conclude tagliando il capo libero a due millimetri dal nodo.


Il Crowford.

 

Il nodo di Crowford si esegue formando un sorta di figura ad otto eseguita addosso al
corpo di lenza al
di sopra dell'occhiello. E' un nodo semplice e rapido ed è in grado di conservare
fino al novantacinque
per cento del carico di rottura della lenza impiegata. Anche questo nodo è utile con
qualsiasi attrezzo, amo,
girella o artificiale, che sia dotato di occhiello.

  1. Tenendo l'amo si introduce nell'anello il capo libero per una quindicina di
    centimetri.
    Si torna indietro e si incomincia a formare la prima spirale della figura ad otto
    mentre si tiene in
    posizione l'amo ed il filo che vi abbiamo fatto penetrare.
  2. Si prosegue nell'avvolgimento dando luogo ad una seconda spira a risalire che
    completa appunto
    la figura ad otto.
  3. Si fa passare il capo libero nella O più alta dell’ otto dopo averla aggirata, in
    modo che il capo libero
    esca parallelo al corpo di lenza.
  4. Si procede alla lubrificazione e si agisce sul capo libero fino a che le due spire
    non si sono ben
    serrate attorno al corpo di lenza, quindi si fa scorrere il nodo contro l'anello
    tirando con forza il corpo di
    lenza. In ultimo si taglia il capo libero a due millimetri dal nodo.

 

Il nodo a risalire.

 

 

Il nodo a risalire è un nodo molto tenace ma francamente la sua esecuzione presenta
delle difficoltà,
per contro ha, oltre all’ottima tenuta, una eccellente simmetria che lo rende
particolarmente adatto ad
essere impiegato con lenze di spessore medio alto per la pesca a pesci di “peso”,
utilizzando quindi ami
adeguatamente grandi.

  1. Si inizia passando il capo libero all'interno dell'occhiello ed avvolgendo il
    gambo dell'amo con cinque
    spire.
  2. Si torna indietro e si passa di nuovo il capo libero dentro l'occhiello dalla
    parte opposta alla prima
    introduzione.
  3. Tenendo fermo l'amo ad un appiglio idoneo, con le mani si fanno risalire le spire
    al di sopra
    dell'occhiello fino a che tutte non si vengono a trovare sul corpo di lenza e sul
    capo libero.
  4. Dopo accurata lubrificazione si agisce alternativamente sul capo libero e sul
    corpo di lenza fino a
    che le spire non si sono serrate, quindi si tirano contemporaneamente entrambi i fili
    completando la
    stretta. Si conclude tagliando il capo libero a tre millimetri dal nodo.


Il nodo scorsoio a due spire.

 

Il nodo scorsoio a due spire e' un nodo adatto per ami con occhiello diritto e per
lenze di medie
dimensioni. Ha una tenuta buona ma non eccezionale, tuttavia lo si puo preferire per
la facilità di
esecuzione.

  1. Si inizia passando il capo libero per due volte all'interno dell'occhiello
    lasciando avanzare
    una ventina di centimetri di filo.
  2. Con il capo libero si avvolge il tratto di filo superiore l’occhiello dando luogo
    ad un anello ampio
    dentro al quale si passerà per due volte lo stesso capo libero.
  3. Dopo avere lubrificato sia le due spire attorno all'occhiello metallico che il
    nodo vero e proprio
    si procede a tirare il capo libero fino a che le due spire del nodo non sono ben
    strette.
  4. Tirando con forza decisa e costante la lenza principale si fa scendere il nodo
    contro l'occhiello
    metallico mentre le due spire iniziali slittano sul metallo. Si conclude tagliando il
    capo libero a due
    millimetri dal nodo