| L’alta temperatura dell’acqua e le grandi quantità di piccoli pesci presenti lungo le nostre coste, richiamano molti predatori che, in questa stagione, si spingono fino a riva in cerca di piccoli pesci da aggredire. E’ questo, quindi, il periodo migliore per tentare “il colpo grosso”.
Testo e foto di Alfonso Vastano
Le grandi lecce Possente nella struttura fisica e molto vorace, la leccia quando attacca le sue prede lo fa con decisione e non lascia loro scampo. Pesce gregario, si sposta spesso in piccoli branchi, ma quando raggiunge buone dimensioni ama cacciare da sola e in molti casi si spinge a riva fino a pochi passi dalla battigia. Tra tutte le zone, però, sono le foci dei fiumi a rappresentare lo spot migliore per insidiarle, ed è proprio nelle spiagge limitrofe le bocche che organizzeremo le nostre battute di pesca, privilegiando le prime ore del mattino e quelle a cavallo del tramonto. Inoltre, là dove il disturbo dei villeggianti non è eccessivo e la situazione lo consente, è possibile tentare la sorte anche durante le ore centrali della giornata. Un esempio su tutti: la bellissima spiaggia di S. Rossore in Toscana, dove è possibile approdare solo via mare e dove la presenza di bagnati è sempre assai limitata. Ebbene, in questo stupendo arenile lungo alcuni chilometri è possibile dedicarsi a questa tecnica con buone possibilità di successo. Titolettone Un piccolo tremolio del cimino e poi… Generalmente, si possono ottenere buoni risultati utilizzando molte specie di pesce, ma sicuramente è con il cefalo che si hanno le maggiori possibilità di successo. Purtroppo, però, procurarsi il vivo non è sempre facile e rappresenta l’operazione più importante ma spesso difficile da compiere. Diversi i sistemi che possiamo impiegare: da quelli tradizionali, che si basano sull’utilizzo di una buona bolognese e di abbondante pastura o di una canna da beach legering innescata con della tremolina, ad altri un po’ meno comuni ma assai efficaci, come la pesca con la bilancina ed il rezzaglio. Questo ultimo, è un attrezzo da pesca antico e ancor oggi utilizzato in molte parti del mondo; difficile da utilizzare, per essere lanciato correttamente e a lunga distanza, necessita di grande abilità e di una certa prestanza fisica. Nello specifico, si tratta di una particolare rete da lancio a forma di ombrello munita di una corda piombata nella parte terminale; una volta lanciata in acqua si chiude, intrappolando i pesci al suo interno. A prova di denti Sicuramente il predatore più vorace in relazione al peso, il pesce serra rappresenta oggi una delle prede sportivamente più rilevanti che possiamo incontrare. Potente, dotato di una dentatura micidiale in grado di recidere qualsiasi nylon, il serra, se insidiato da terra, può regalarci grandi emozioni, grazie anche alle spettacolari acrobazie in cui spesso si esibisce durante il recupero. Per averne ragione, quindi, è necessario adottare specifiche soluzioni tecniche e utilizzare montature appropriate. In primo luogo è indispensabile ricordare la proverbiale diffidenza che sembra essere una dote che il serra sprigiona solo in particolari situazioni. In altre parole, se insidiato a spinning o ancor meglio a traina, i suoi attacchi sono sempre molto decisi ed impetuosi, senza indugi e indecisioni; al contrario, in molte occasioni, quando si insidia da terra, magari con mare calmo o poco mosso, il serra sembra scrutare a fondo il nostro innesco prima di attaccare, per poi in molti casi rinunciare. Inoltre, sembra essere dotato di un eccellente vista, una dote che gli consente di recidere, spesso, la nostra esca sfiorando gli ami di pochi millimetri. Se a questo aggiungiamo la possente dentatura, un palato molto duro da penetrare e una prestanza fisica eccezionale, ci accorgiamo che siamo davanti ad un “combattente” di fronte al quale non possiamo farci trovare impreparati. Nello specifico, per quanto riguarda la tecnica di pesca vera e propria, come abbiamo gia accennato in precedenza, è necessario mantenere la canna con la frizione sostanzialmente serrata in fase di attesa, questo per favorire un ferraggio efficace e una buona penetrazione dell’amo nel duro palato del pesce. A tale proposito, è indispensabile utilizzare ami robusti e dotati di punta affilatissima: ottimi i modelli circle hook, che grazie alla loro particolare forma permettono un’allamatura perfetta, a patto che non si ferri e si attenda che il pesce spicchi la fuga. Il principio di tale evento è semplice: la punta ricurva del circle non penetra nel palato fino a quando il pesce, durante la sua fuga, non è costretto a girare la testa. Perché ciò avvenga correttamente, pero, è necessario mantenere la frizione sostanzialmente dura, utilizzare esche vive non troppo grandi e, cosa assi importante, fissare l’amo al terminale con un’asola, in modo che questo ultimo possa risultare libero di ruotare. Tecnica e montature Abbiamo visto dove e quando insidiare questi due grandi predatori, abbiamo dato uno sguardo all’attrezzatura più indicata e ora è il momento di affrontare uno degli argomenti più importanti ai fini di un efficace e fruttuosa azione di pesca: la costruzione delle varie montature e dei terminali in base alla tecnica scelta. Detto questo, è necessaria una premessa: quale che sia la scelta, nella realizzazione delle nostre parature utilizziamo fili ed accessori di accertata qualità e resistenza, altrimenti li vedremo cedere miseramente sotto sforzo o sotto i colpi delle poderose mascelle di un serra di grosse dimensioni. Non solo a surf (box) Una predata improvvisa lontano dalle nostre canne, i piccoli pesci saltano impazziti fuori dall’acqua, un pesce serra o ancor più probabilmente una leccia è entrata in caccia. Sembra un evento raro cui assistere, invece può capitare e lasciarci disorientati. Ebbene in questo caso, aver a disposizione una potente canna da spinning munita di un generoso artificiale, può risultare la carta vincente. In altre parole, è consigliabile corredare la sacca di tale attrezzo e, perché no, abituarci a portarlo con noi durante le nostre battute di surfcasting: un fedele compagno che in molte occasioni non mancherà di stupirci, regalandoci catture inaspettate. Inoltre, non dimentichiamo che in alcune zone iniziano ad affacciarsi con una certa regolarità anche piccoli barracuda, un altro potente predatore, facilmente insidiabile a spinning e non solo. Infine, per quanto riguarda la scelta degli artificiali, molti sono quelli che possiamo utilizzare con efficacia: vari tipi di minnow, meglio se snodati, senza dimenticare mai i popper, un’esca che in questi ultimi anni ha fatto molto parlare di sé per l’assoluta affidabilità che garantisce in quasi tutte le situazioni. |
| Weblink | Forum | Immagini | Contattaci | Il mio profilo | Messaggi privati | Registrati! |
Scritto da Alfonso Vastano
Mercoledì 10 Marzo 2010 12:08




