Litorale Laziale
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Parte 1


DEDICA

Un caloroso saluto a tutti gli amici pescatori, ed in particolare agli indomiti surfcaster, gente che come me da tanto per ricevere poco, gente che ama le emozioni forti, che vive in solitudine i tramonti mozzafiato, e che ama lanciare le sfide come si lancia un piombo tra le onde.
Questa rubrica è dedicata a gente come noi.


Pietro Lo Sordo

PRESENTAZIONE

Mi chiamo Pietro e vivo ad Aprilia, nella provincia di Latina, poco distante dal litorale sud del Lazio. Proprio in questi posti ho cominciato non troppo tempo fa ad appassionarmi della pesca in senso assoluto, spinto dalle continue insistenze di mio padre, Angelo grande pescatore, a cui devo un ringraziamento particolare perché è proprio con lui che ho potuto vivere momenti indimenticabili di grande pesca.

IL LITORALE PONTINO

Conosco ormai il litorale laziale come le mie tasche, e vi posso assicurare, amici lettori, che offre itinerari di pesca di assoluta rilevanza, grazie alla presenza di importanti porti come Civitavecchia ed Anzio, ma anche di spiagge e golette favolose come Rio Martino, Bufalara e Sabaudia, oltre che l’impareggiabile San Felice Circeo.

Garantisco che questi posti sono per gli appassionati del surf casting veri e propri paradisi, perché offrono al pescatore la possibilità di ambire ad una moltitudine di prede impressionanti.


Sveliamo il perché.

La pianura Pontina come notoriamente risaputo era in tempi remoti territorio paludoso, sviluppato per tanto sotto il livello del mare. Per consentire la bonifica di questi terreni destinati all’agricoltura sono stati creati una moltitudine di canali (Tutt’oggi veri e propri fiumi) che attraversano tutto l’agro per la sua larghezza, ed hanno regolarmente sbocco al mare con delle foci naturali. Il Pontino offre altresì scenari incantati per la presenza del parco naturale del Circeo, con i suoi promontori e le sue oasi protette, con laghi d’acqua salmastra che offrono accesso diretto al mare, con foci non transitabili da barche, con spiagge dalla sabbia finissima ed arenili dal fondo misto roccia e sabbia. Spingendoci verso nord c’è un lungo tratto di costa che appartiene al demanio, destinato a poligono militare per le esercitazioni di tiro, e il castello di Torre Astura; in queste zone non è possibile calare reti o stazionare con mezzi natanti, ed è contaminato di relitti militari affondati e mai recuperati. Infine all’estremo nord troviamo l’importante porto di Anzio.
Non è inusuale per un surfcaster che pesca in queste zone trovarsi nella notte su un arenile dai cinque metri di fondale, poco distante dalla foce del Sisto, con alle spalle il lago di Paola, senza reti e barche e sub che transitano nella zona di abbocco.
Questo è il motivo principale per cui quando il cimino trema, dopo la serrata rimarrà fino al recupero sulla battigia, il dubbio di quello che ci sia attaccato al terminale.
Dalle orate al tramonto alle mormore in nottata, dalle spigole all’alba alle lecce nel pomeriggio, e poi serra, gronghi, saraghi e occhiate, fragolini e rombi.
Perché in questi posti, la passione per la pesca non ha limiti e confini.